Master in Social Media Marketing & Web Communication: si ricomincia!
January 30, 2010 by Segreteria del Master
Categoria Calendario, Diario di bordo
Sono trascorsi pochi giorni dalla cerimonia di consegna dei diplomi e premi di studio dell’edizione 2009 di questo Master e siamo già a motori accesi con la seconda edizione, partita proprio questo fine settimana, con l’apertura ai lavori di Guido Di Fraia, Direttore Scientifico del Master, e gli interventi di Michele Ficara Manganelli e Mirko Lalli.
Augurando buon lavoro e buon apprendimento a tutti vi lasciamo il calendario didattico delle lezioni.
Frequenta gratis il Master in Social Media Marketing: diventa tutor d’aula!
December 9, 2009 by Segreteria del Master
Categoria Diario di bordo, News
Scuola di Comunicazione IULM offre la possibilità ad un candidato all’ Executive Master in Social Media Marketing & Web Communication, che verrà selezionato tra gli aspiranti partecipanti (previa avvenuta preiscrizione entro la scadenza prestabilita) di frequentare gratuitamente questo percorso formativo giunto alla sua seconda edizione.
La persona selezionata sarà prontamente formata per essere inserita a svolgere attività di tutoring e di supporto al coordinamento organizzativo e didattico del master*.
Il profilo ideale del Tutor è un giovane laureato nelle discipline connesse alla comunicazione, alle relazioni pubbliche o al marketing, fortemente interessato a seguire un corso altamente professionalizzante, con dimestichezza di base nell’uso dei principali social networking sites ed in possesso di una forte attitudine e puntualità nei lavori di segreteria. La valutazione comparativa dei candidati interessati a questa offerta, avverrà a seguito dell’analisi dei Curricula e di alcuni colloqui con il team di Scuola di Comunicazione.
Se sei interessato a questa opportunità davvero unica e credi di avere le qualità necessarie per ricoprire il ruolo, compila la domanda di prescrizione tramite il form disponibile sul sito oppure utilizza l’apposito modulo da inviare a Scuola di Comunicazione IULM, indicando chiaramente nel campo “Note” l’esplicito interesse alla candidatura come Tutor d’Aula, ed invia copia del versamento di prescrizione via fax al numero 02/89.141.2371.
La domanda andrà corredata dal Curriculum Vitae firmato.
Ti aspettiamo!
*l’attività lavorativa di collaborazione con Scuola di Comunicazione è da intendersi come impegno part-time
IAB Forum 2009: ecco le nostre video interviste
November 17, 2009 by Segreteria del Master
Categoria Diario di bordo
Sono state due giornate intense e ricche di esperienze quelle trascorse allo IAB Forum di Milano. Abbiamo seguito alcuni incontri/workshop interessanti, tra cui il workshop di Google, il talk-show condotto da Luca De Biase e la tavola rotonda a cui ha partecipato anche il nostro amico e docente Mirko Lalli che ha parlato della social campaign della Regione Toscana “Voglio Vivere Così“. Ma ce ne siamo persi altrettanti per causa di forza maggiore, tra cui il richiestissimo e over-booked workshop su Facebook con una fila interminabile all’entrata. Che dire, sarà per la prossima volta…
Abbiamo visitato i vari stand ed incontrato molti degli espositori presenti. Ci ha fatto altrettanto piacere rivedere molti volti a noi noti, professionisti dell’online marketing che sono stati nostri relatori durante l’anno al Master: Sacha Monotti ed Eugenia Burchi di BlogMeter, Marco Massara di BusinessFinder, Marco Ziero di Moca Interactive, Cristina Papini di Nielsen Online, Nicola Tanzini di InTargetGroup, Daniela Trifone e Luigi Fruscio di Sems, Nazzareno Gorni di MailUp, Michele Marzan di Zanox, Andrea Genovese di 7thfloor e Chiara Zanetta di Bigmouthmedia.
Girando per lo IAB con telefonini multimediali e videocamera come veri e propri “reporter 2.0″ abbiamo intervistato alcuni di loro. Qui di seguito i video interventi.
Alla prossima!
Il Master in Social Media Marketing & Web Communication in veste di reporter 2.0 all’evento Social Money
October 19, 2009 by Segreteria del Master
Categoria Diario di bordo, News
Il Master di Scuola di Comunicazione IULM si occuperà di diffondere in Rete in tempo reale i contenuti prodotti durante l’evento Social Money, in particolar modo attraverso le piattaforme Twitter e Friendfeed.
Social Money – che si terrà martedì 20 ottobre presso Palazzo Turati a Milano – è un evento a partecipazione gratuita del Forum Net Economy, progettato e organizzato da Updating.
Obiettivo focale della conferenza è quello di capire come ed in che modo sia possibile ‘guadagnare con i social media’.
L’agenda dell’incontro è ricca di esperti e protagonisti del settore (aziende, intermediari, utenti evoluti) che presenteranno esempi concreti, e di ricercatori che esporranno le proprie indagini in campi come il ritorno sull’investimento del social media marketing, la risposta dei partecipanti alle attività di vendita dei lead, le potenzialità di permission marketing e di pay-to-click e pay-to-lead in ambito social media. Verranno inoltre esaminati gli esempi di utilizzo di estensioni di terze parti degli strumenti per i social media per fornire servizi di altro tipo a contenuto economico (per esempio micropagamenti) e l’attenzione che i player tradizionali di Internet rivolgono ai social media con strumenti specializzati. L’agenda infine esaminerà le possibilità che la normativa italiana consente (e cosa vieta) nell’ambito dell’utilizzo economico delle reti relazionali dei social media, sia dal punto di vista dell’utilizzo dei dati personali e relazionali raccolti dai singoli social media stessi, che da quello dei partecipanti ai social media e delle aziende esterne.
Il Master seguirà in diretta i lavori della giornata e li riporterà attraverso Friendfeed e Twitter con tag #socialmoney.
Il Master in Social Media Marketing al Festival della Creatività 2009
October 17, 2009 by Segreteria del Master
Categoria Diario di bordo, News
Domenica 18 ottobre il Master in Social Media Marketing & Web Communication di Scuola di Comunicazione IULM parteciperà al Festival della Creatività di Firenze. Il Master sarà presente all’interno dell’area “Social Media Point”, il progetto della Fondazione Sistema Toscana curato da Carlo Infante.
Si tratta di uno spazio basato su un format di comunicazione interattiva che svolge la funzione di cantiere aperto di cross-medialità partecipativa, per rilanciare nel web le parole chiave (tag) e le immagini della manifestazione durante il suo svolgimento.
Sugli schermi sarà proiettato il work in progress sulla piattaforma di microblogging Twitter (con hashtag: #fdc09), i report più articolati nel blog del Festival (scandendo gli eventi in corso) e lo streaming video di intoscana.it. Anche il Master contribuirà a diffondere i contenuti del Festival della Creatività attraverso gli ambienti social Friendfeed e Twitter.
Quali obiettivi di business perseguire con le attività di social media marketing?
October 5, 2009 by Segreteria del Master
Categoria Diario di bordo, Guest Writing
Pubblichiamo un guest post scritto per il nostro blog da Daniela Trifone, Search Engine Marketing Consultant presso Sems nonché relatrice del Master in Social Media Marketing & Web Communication di Scuola di Comunicazione IULM.
Stai pensando di avviare un’attività di social media marketing ma non sai come muovere i primi passi? Allora continua a leggere perchè questo articolo è pensato per te.
L’argomento dei media sociali è molto caldo in questo periodo e la voglia di essere presenti a tutti i costi prima dei competitor può farci scordare gli aspetti più importanti per impostare una solida strategia di presidio lasciando ampio spazio a messaggi incoerenti tra i diversi canali e implementazioni di livello scadente.
Partire fin da subito dalla scelta dei network da presidiare e di quella dei tool per rendere più rapido il proprio lavoro, è un metodo di lavoro limitante che permette di cogliere solo una piccola parte dell’enorme potenziale di un approccio sociale nella comunicazione di un’azienda.
Sui social media, così come sui canali tradizionali, non esiste un solo modo corretto di pianificare una strategia; le varianti efficaci sono infinite, ma ciò che può fare la differenza fin dalla genesi del progetto è la scelta dell’obiettivo corretto.
Avviare una campagna promozionale per incrementare il fatturato complessivo della propria azienda è il fine ultimo di qualsiasi divisione marketing. E’ necessario però identificare specifici obiettivi di business da condividere tra tutte le attività del piano di marketing per valutare correttamente il successo del marketing mix adottato in base ai ritorni economici diretti generati ma non solo.
Così come avviene nella definizione della strategia di marketing per i canali tradizionali, allo stesso modo anche gli obiettivi delle attività di social marketing dovranno derivare da quelli più generali dell’azienda, cercando di supportare, anche con la più piccola delle attività, oltre che l’incremento del fatturato complessivo anche la risoluzione dei problemi legati al business facendo fronte alle criticità del mercato di riferimento.
Solo dopo aver definito i nostri obiettivi di marketing potremo concentrarci su come integrare la strategia di presidio dei social media con le altre attività promozionali in corso online e offline per passare infine all’azione vera e propria.
Vediamo ora insieme alcune ipotesi di obiettivo e relative possibili azioni di social media marketing in grado di supportare un’azienda nella sua crescita.
Obiettivo 1 – Ottimizzare il processo di ricerca e sviluppo prodotti avviando un dialogo con i propri clienti
Esempio di possibile attività di social media marketing:
Incentivando il dialogo nei confronti del brand, è possibile raccogliere idee per il miglioramento dei prodotti, valutando l’importanza che la singola innovazione ricopre agli occhi dei clienti stessi.
Un caso concreto: nel mulino che vorrei – Laboratorio di cogenerazione delle idee Barilla
Un caso concreto: IDEASTORM – La community di Dell
Obiettivo 2 – Valorizzare un elevato livello di soddisfazione degli utenti di servizi customer care
Esempio di possibile attività di social media marketing:
Intervenendo in maniera tempestiva e trasparente anche su canali sociali per il supporto di clienti in difficoltà, è possibile valorizzare un vantaggio competitivo altrimenti difficilmente riscontrabile da utenti che non hanno mai avuto modo di usufruirne.
Oltre ad un ritorno di immagine diretto, è inoltre possibile integrare un’attività di social customer care con un’attività di PR per dare maggiore risalto al nuovo servizio.
Un caso concreto: customer care Dell su Twitter
Obiettivo 3 – Rendere più efficiente la ricerca di nuovo personale
Esempio di possibile attività di social media marketing:
Non è detto che l’utilizzo dei social media richieda in tutti i casi un contributo attivo: come sempre più responsabili HR fanno, la ricerca di personale altamente qualificato attraverso lo scouting di candidati su social network verticali (Linkedin, Xing, etc ), può rappresentare un’alternativa molto efficiente rispetto alle metodologie di ricerca classiche, permettendo una selezione più rapida ed efficace.
Obiettivo 4 – Conoscere meglio il punto di vista dei clienti sui propri competitor
Esempio di possibile attività di social media marketing:
Pregi e difetti di ogni prodotto sono sulla bocca dei consumatori in rete, anche in questo caso attraverso un’attenta attività di ascolto delle conversazioni online, stavolta però sui prodotti della concorrenza, potremo sfruttare i punti deboli individuati dagli utenti per distinguere in maniera significativa la nostra offerta.
Obiettivo 5 – Incrementare la fedeltà dei clienti
Esempio di possibile attività di social media marketing:
E’ possibile implementare azioni di fidelizzazione specifiche per ogni canale presidiato dalle attività di social mkt, oppure al contrario allineare la comunicazione sui social network alla principale campagna di fidelizzazione in corso: la fidelizzazione passa anche attraverso i media sociali che possono avere una marcia in più se permettono all’utente di rimanere aggiornato, magari attraverso un feed RSS.
Un caso concreto: hotels.com crea offerte ad hoc per il pubblico Twitter
Obiettivo 6 – Mantenere il controllo del proprio brand come fonte di informazioni ufficiali sui propri prodotti
Esempio di possibile attività di social media marketing:
Così come sui canali tradizionali facciamo attenzione che tutte le comunicazioni ufficiali sui nostri prodotti provengano dalla nostra azienda, allo stesso modo dobbiamo tutelarci affinchè online al nostro nome – nick/alias/account – non rispondano altri utenti: per evitare furti di identà è opportuno registrare il brand in ogni community/sito di interesse che si incontra, anche se non si ha l’intenzione di sfruttarlo per intervenire attivamente.
Un caso concreto: Topolino su Facebook – (Un)official fan page
Obiettivo 7 – Diffondere informazioni commerciali aggiornate su canali altrimenti non coperti
Esempio di possibile attività di social media marketing:
Sfruttare i canali aperti su network sociali per diffondere anche, ma non solo, informazioni commerciali aggiornate (spot/banner/flyer…) presentate su altri media, permette la stimolazione di utenti in target e la valutazione diretta dei loro feedback nei confronti delle campagne in essere e dei prodotti promossi.
Un caso concreto: D&G su Flickr – campagna 2008
Obiettivo 8 – Incrementare traffico verso il sito corporate
Esempio di possibile attività di social media marketing:
Presidiare canali sociali popolati nel proprio mercato di riferimento può essere un ulteriore modo per veicolare traffico al sito corporate, affiancando e sostenendo, tra l’altro, anche le attività SEO per la valorizzazione sui motori di ricerca.
Di esempi se ne potrebbero fare molti altri, ogni business ha necessità specifiche che rendono unico il mix di attività sociali più adatte ad esso. Una costante però rimane invariata: prima di procedere con qualunque implementazione è sempre necessario riflettere su quali obiettivi perseguire attraverso le attività di promozione sociale.
E tu, su quali obiettivi di business stai pensando di incentrare le attività di social media marketing per la tua azienda?
Come ti trasformo una lezione al Master con Twitter: il caso IULM
September 12, 2009 by Segreteria del Master
Categoria Diario di bordo, Guest Writing
Nei giorni scorsi è apparso su Il Giornale un articolo scritto a due mani da Marco Massara, uno dei nostri docenti del Master (che cura la rubrica settimanale Tech&Web sul quotidiano) e Michela Simoncini, studentessa del Master che fa regolarmente il live blogging delle lezioni su Comunicatestesso.com.
L’articolo riassume gli eventi che si sono svolti in aula durante una lezione sulla web analytics. Eventi che definiamo particolarmente significativi per l’influenza che gli strumenti di web 2.0 (in particolare Twitter, Friendfeed e blog) hanno avuto sull’andamento della lezione stessa, principalmente per i seguenti motivi:
- si è potuta sfruttare la rete di contatti esterni su vari social network per avere altri punti di vista su uno stesso argomento
- è stata favorita l’interattività in tempo reale tra l’aula ed il mondo ‘esterno’
- il tutto ha fatto sì che nascessero nuovi spunti di riflessione ricevendo nuova linfa dall’esterno e condividendo la conoscenza tra tutti i partecipanti
Vi invitiamo a leggere l’articolo nella sua versione integrale e a condividere con noi le vostre esperienze di partecipazione ‘allargata’ 2.0 indipendentemente che siano avvenute in campo didattico, lavorativo o in un qualsiasi altro momento della vostra giornata in cui i nuovi strumenti social 2.0 hanno fatto la differenza.
Il Personal Branding: gestire la propria reputazione online nell’era dei social media
September 3, 2009 by Segreteria del Master
Categoria Diario di bordo
Il concetto di personal branding è emerso per la prima volta nel 1997 con l’articolo di Tom Peters The Brand Called You pubblicato sulla rivista americana Fast Company Magazine. Più che un articolo, quasi un manifesto di diverse pagine anche per la validità dei contenuti che sono tuttora attuali. Tom Peters suggeriva di vederci come direttori marketing del nostro brand-persona, CEO dell’azienda ‘Io SpA’ e parlava già della forza del ‘word of mouth’ sociale.
L’ammontare di contenuti presenti in rete sull’argomento è a dir poco sbalorditivo: Google elenca 15.900.000 risultati con le parole chiave ‘personal branding’ e addirittura 83.700.000 risultati digitando ‘personal branding social media’. Vi sono interi blog dedicati al personal branding tra i quali spicca il popolare www.personalbrandingblog.com di Dan Schawbel, definito dal New York Times ‘personal branding guru’. Lo stesso Dan Schawbel ha creato la sua fortuna con il personal branding, pubblicando anche un libro Me 2.0 ed una rivista, Personal Branding Magazine, oltre al citato blog. Secondo Dan “we are all brands” e descrive in poche semplici parole cosa è per lui il personal branding come “il modo in cui ci presentiamo all’esterno”, quindi non come ci vediamo noi, ma come gli altri ci percepiscono, ci vedono e si ricordano di noi. Dunque vale la pena lavorarci sopra.
Rimanendo in Italia, Luigi Centenaro ha scritto un ebook Personal Branding con i Social Media che è stato scaricato più di 5.000 volte e che presto, con le dovute modifiche, diventerà un libro vero e proprio edito da Hoepli. Ci sono anche blog completamente dedicati all’argomento come www.personalbranding.it
Vi è chiaramente un parallelismo tra le strategie di personal branding e quelle di product branding. Innanzitutto esse condividono la stessa matrice: il marketing. Queste strategie si esplicano quindi con azioni mirate, attraverso le quali si cerca di costruire un’identità visibile, individuando le ‘unicità di prodotto’, ed andando a lavorare sulla percezione che gli altri hanno di noi, sulla reputazione della marca/persona e a gestire la comunicazione in base agli obiettivi strategici che vogliamo raggiungere.
Ma come fare? Da dove cominciare? Le prime domande da porsi sono:
- chi siamo
- cosa facciamo
- in che cosa ci differenziamo dagli altri
- su cosa possiamo fare leva per evidenziare le nostre unicità
Rispondere con chiarezza di pensiero e con sincerità a tutti i punti, prestando una cura particolare al terzo e quarto, significa riuscire a ritagliare potenzialmente una nicchia per se stessi. Ci si propone in Rete come qualcosa di diverso e non come il clone di altri, offrendo un valore aggiunto che sia in grado di fare la differenza e possa determinare il nostro successo personale in Rete e fuori.
E’ sensato avere una strategia integrata di personal branding sui SM, ma questo non implica che bisogna pubblicare gli stessi contenuti indiscriminatamente su tutte le piattaforme utilizzate. I contenuti che vogliamo diffondere sui SM devono essere declinati a seconda degli ambienti che si frequentano e del pubblico/target che si vuole raggiungere. Ad es. molte persone usano Facebook per rimanere in contatto con amici, di vecchia data e nuovi, più che per motivi di lavoro. In tal caso non avrebbe senso inviare su FB lo stesso status update che si è creato per il profilo professionale su Linkedin o su Twitter, anch’esso sempre più spesso usato per tessere e sviluppare relazioni di business: sapere quindi sempre con chi si sta parlando, di cosa e del perché lo si fa…sono le buone regole di comunicazione che ritornano a galla, anche sui SM. Chi ha un blog potrà utilizzare questo spazio come ‘sede centrale’ della propria attività in rete, dove poter trattare su più vasta scala gli argomenti di suo interesse e competenza, dove poter indicare opportunamente i profili sui vari SM a cui partecipa e costruire con il tempo (ci si augura) una online reputation e di conseguenza una propria audience.
Il personal branding è legato indissolubilmente alla fiducia che riusciamo a costruire intorno a noi, così come accade per i marchi a cui quotidianamente affidiamo le nostre scelte: perché acquistiamo un paio di Nike piuttosto che di un altro brand? Perché compriamo una determinata marca di caffé? Spesso la risposta è perchè riponiamo in quel bene/marchio la nostra fiducia che la sua promessa di aggiungere valore o di soddisfare un nostro bisogno verrà mantenuta. Sulla fiducia si basa la gran parte delle scelte che vengono fatte in ogni momento nel mondo sia nel business, che nella politica, che a livello personale.
Nel personal branding la fiducia si costruisce passo per passo intessendo relazioni sia on-line che off-line con i gruppi e le persone che abbiamo individuato come stakeholder strategici per la definizione della nostra marca/persona. Sui SM le relazioni si costruiscono non solo con la presenza ma con la costanza, con l’ascolto, con l’empatia, con la partecipazione, con la condivisione, con la conoscenza…tutte attività che sono essenziali sui SM per il successo tanto di qualsiasi campagna di marketing, quanto per la promozione di se stessi.
I SM non hanno cambiato le regole fondamentali di una buona strategia di personal branding, ma ne hanno piuttosto ampliato esponenzialmente le possibilità di promozione, la rapidità di diffusione dei contenuti attraverso la viralità ed il passaparola. Chiaramente, ciò che può essere visto come un vantaggio intrinseco di questi nuovi strumenti di comunicazione, può anche rivelarsi un’arma a doppio taglio nel momento in cui ci si improvvisa in un ruolo creando una presenza digitale che non abbia una direzione precisa o che non sia in sintonia con la nostra ‘vera’ personalità nella vita reale. Attenzione anche a ciò che si fa in Rete e che si pubblica: la linea di demarcazione tra la cosiddetta vita reale e vita digitale è ormai scomparsa. In molti casi il primo passo per avere informazioni su una persona è digitarne nome e cognome su Google. Questo è sempre più importante in ambito lavorativo dove i SM sono frequentemente utilizzati da potenziali datori di lavoro per verificare la reputazione e l’immagine in Rete dei candidati. Negli USA il 45% di chi assume controlla le credenziali del candidato sui vari SM prima di prendere una decisione.
La Rete ha un’ottima memoria e niente di quello che accade online viene cancellato, quindi attenzione ai passi falsi.
Social Media Marketing Strategy: ecco i 10 brand di maggior successo sui social media
July 23, 2009 by Segreteria del Master
Categoria Diario di bordo
Il report, recentemente pubblicato da Wetpaint/Altimeter Group, ci offre lo spunto (e la spinta!) per trattare in questa sede di social media marketing, uno dei principali argomenti di studio, approfondimento e analisi dell’Executive Master di Scuola di Comunicazione IULM che stiamo attualmente frequentando.
Lo studio ha preso in esame le prime 100 global brands classificate da Business Week/Interbrand ‘Best Global Brands 2008’ (tra cui spiccano nomi quali: Apple, Coca-Cola, Nokia, Google, Microsoft, Zara, Chanel, Sony, Nike, HP, Disney, Ikea e molti altri nomi über-noti a tutti…) e le ha classificate in base al loro livello di ‘engagement’ in 11 diversi tipi di social media tra cui: blog, social networks proprietari, social networks generici, wikis, forum di discussione, microblogging.
Il criterio primario utilizzato dai ricercatori per soppesare numericamente le strategie di social media marketing è stato l’engagement quella parolina ‘magica’ che sempre torna nelle conversazioni sui SM e che qualcuno prova anche a tradurre in italiano ma che, a mio modesto parere, deve rimanere così com’è perché ogni tentativo di traduzione ne limita ed impoverisce il suo significato intero.
In particolare, l’engagement sui SM messo in atto dalle varie aziende in esame è stato valutato non solo in base a criteri di ampiezza di presenza (ovvero su quanti social media i brand erano attivi) ma anche in base alla profondità di presenza (ovvero al livello di interazione con la propria audience). Questo secondo criterio non è ovviamente da sottovalutare perché spesso ancora molte aziende, soprattutto quelle che da poco si sono avventurate in queste nuove acque, si limitano a presidiare superficialmente i SM decidendo di aprire un blog, un account Twitter o una fan page su Facebook magari senza aver prima delineato una strategia precisa e condivisa internamente e senza aver adeguatamente predisposto risorse (economiche e soprattutto umane!) all’importante compito.
L’incrocio tra le due metriche sopra citate ha dato i seguenti risultati (in parentesi il punteggio a loro assegnato dai ricercatori):
2. Dell (123)
3. eBay (115)
4. Google (105)
5. Microsoft (103)
6. Thomson Reuters (101)
7. Nike (100)
8. Amazon (88)
9. SAP (86)
10. Tie – Yahoo!/Intel (85)
In particolare, a seconda del loro livello di engagement sui SM, le aziende sono state classificate in una di queste quattro categorie:
- Mavens: coloro che sono attivi in sette o più SM e che hanno raggiunto un punteggio di engagement alto. Interagiscono regolarmente con le proprie audiences coinvolgendole nei loro processi decisionali, hanno un team dedicato al social media marketing e hanno una strategia ben delineata
- Butterflies: coloro che sono attivi in sette o più SM ma che, differentemente dai precedenti, non hanno raggiunto un punteggio di engagement alto in tutti i SM in cui sono presenti. Hanno il potenziale di diventare Mavens ma devono investire più risorse o riuscire ad avere l’appoggio dei decision makers interni
- Selectives: coloro che sono attivi in sei o meno di sei SM e che hanno raggiunto un punteggio di engagement alto. Ci possono essere diverse ragioni per cui un brand si trova tra i Selectives e non tutte necessariamente negative. Ad es. per precisa scelta di andare a presidiare solo quei canali che gli permettono di instaurare un rapporto con specifiche audiences (es: audience interne, catena distributiva, sviluppatori di prodotto)
- Wallflowers: coloro che sono attivi in sei o meno di sei SM e che hanno ottenuto un punteggio di engagement basso o inferiore alla media. Anche qui le ragioni possono essere molteplici, ma nel caso di queste grandi aziende è molto probabile che abbiano intrapreso la strada del social media marketing da poco o che stiano studiando come e dove muoversi
Il report va poi oltre ed elenca tutte le 100 aziende in base al loro engagement level ottenuto, le classifica anche in base al settore di appartenenza e riporta quattro casi di best practice (Starbucks, Toyota, Dell, SAP) con esempi pratici di casi di successo da cui è possibile trarre spunti interessanti per mettere in atto una strategia di SM vincente.
Per chi vuole approfondire e consultare i dati può accedere al report
Concludo con alcuni spunti di riflessione che sono emersi dalla mia lettura del report e che spero possano generare uno scambio di idee e di opinioni in questa sede (o tra noi in aula):
- welcome to the social era: nonostante il periodo di crisi economica tutte le grandi aziende hanno investito e stanno investendo nei SM. Ormai i brand che non sono presenti (in maniera più o meno evoluta) sui SM (blog aziendale, pagina FB, Twitter, You Tube etc.) rappresentano l’eccezione alla regola
- one size fits all? no grazie: non esiste una formula magica, un mix perfetto pre-confezionato e pronto all’uso per tutti, ma esistono tanti canali diversi, ognuno con le proprie peculiarità i propri linguaggi e ognuno adatto per interagire con specifiche audiences a seconda degli obiettivi da raggiungere
- social media pays off: si riscontra una correlazione tra la performance finanziaria delle aziende monitorate e il relativo livello di SM engagement. Un ‘social brand’ che partecipa attivamente alle conversazioni in rete, conosce i propri pubblici, stimola la discussione, si apre verso l’esterno, crea un vero valore aggiunto per le sue community, contribuisce anche ad innescare un meccanismo di ritorno economico positivo per se stesso
- it takes two to tango…ed in questo caso si balla meglio in tre: innescare una strategia di social media marketing senza il benestare, l’appoggio e soprattutto il commitment del management aziendale può rivelarsi una corsa controvento. Alla stessa stregua, risulta particolarmente vantaggioso individuare dei champions interni che capiscano questi nuovi linguaggi, conoscano gli strumenti e possano fare da ponte tra l’azienda ed il mondo esterno. Ma tutto questo rimane un esercizio inutile se non si riesce a coinvolgere il terzo polo: l’audience esterna, i clienti, i consumatori, gli utenti, il pubblico…ovvero tutti noi: le persone.
Mirko Lalli – 27 febbraio
March 3, 2009 by Segreteria del Master
Categoria Guest Writing
Mirko Lalli, Fondazione Sistema Toscana, parla della lezione di venerdì 27 febbraio







