Elena Salemi
April 24, 2012 by Segreteria del Master
Categoria Chi Siamo, La Parola agli Studenti
Mi chiamo Elena, ho 26 anni e vivo in provincia di Milano, periferia nord. Ho una laurea triennale in scienze e tecniche psicologiche, attualmente sto scrivendo la tesi per concludere la magistrale in teoria e tecnologia della comunicazione, entrambe sostenute in Bicocca. Lavoro da un anno in una web agency che opera nel settore del turismo come web project manager, in realtà mi occupo un po’ di tutto: sviluppo siti web, online marketing, SEO, SEM, email marketing… Ho una grande passione per la grafica anche se non ne voglio fare un mestiere ma semplicemente coltivarla come passatempo… in realtà di tempo in questo momento ne ho ben poco visto che a marzo mi laureerò
In generale amo internet e tutto quello che fa parte di esso. Ho iniziato ad appassionarmi a questo mondo alla fine della laurea triennale scrivendo la mia prima tesi sull’uso dei social networks nella comunicazione politica.
Ho deciso di partecipare a questo master perché penso sia un buon punto di partenza per iniziare un’esperienza diversa. Sentire pareri differenti di esperti del settore potrebbe arricchire la mia esperienza e fornirmi un punto di vista alternativo.
Da questo master mi aspetto di conoscere realtà diverse e congruenti con ciò che mi piace fare e potermi confrontare con chi lavora già nel mio settore.
Di seguito tutti i miei contatti:
email: salemi.elena@gmail.com
Facebook: http://www.facebook.com/salemi.elena
Linkedin: http://www.linkedin.com/pub/elena-salemi/17/91b/251
Twitter: @eleyellow
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Search Marketing: resoconto dell’evento The Google Show
July 5, 2010 by Segreteria del Master
Categoria Diario di bordo, La Parola agli Studenti
Venerdì 25 giugno l’Università IULM ha ospitato The G Show, un seminario di una giornata organizzato da Seolab sulle potenzialità offerte dai motori di ricerca, a cui noi corsisti del Master in Social Media Marketing & Web Communication abbiamo partecipato. Non il solito corso su tecniche di indicizzazione e posizionamento dei siti, ma un incontro dove, in perfetto stile 2.0, Michal Gawel, Mario Lupi e Robin Good, hanno parlato di motori di ricerca come generatori di valore per l’azienda.
SEO. Se è vero, come dice Michal Gawel, che “Il programmatore del sito vive di programmazione, il responsabile marketing di scienza della comunicazione e il SEO di evoluzione” allora bisogna, a detta dello stesso Gawel, individuare le sinergie, le relazioni aziendali e i modelli comunicativi, che permettono di sviluppare al meglio i progetti web aziendali. Non basta essere dei bravi SEO per posizionare un sito, né serve essere dei bravi programmatori, e nemmeno dei bravi grafici. Bisogna essere le tre cose insieme, bisogna saper combinare esigenze grafiche, estetiche, funzionali e promozionali con l’unico fine dell’ottimizzazione del sito.
Marketing predittivo. La grande mole di contenuti generati dalle persone, alimenta costantemente i database dei motori di ricerca. Allo stesso modo, l’abitudine alla condivisione delle informazioni, attraverso ”link”,” like” e “retweet”, sposta l’audience nel web e influenza il ranking. Detto con le parole di Mauro Lupi, responsabile area digital di Ammiro Partners, “I motori di ricerca siamo noi”. Se i motori sono gli utenti, analizzando il volume informativo che producono, possiamo capire quali sono gli interessi delle persone ed ottenere indicazioni utili per pianificare efficacemente l’advertising on line.
Google AdSense. Guadagnare attraverso la pubblicità sul proprio sito, è il tema sviluppato da Robin Good. Dall’individuazione del bisogno e della nicchia in cui operare, alla definizione di titoli-pagina e parole chiave, Good ha individuato i sei passi fondamentali da seguire per ottenere la massima visibilità su Google e sugli altri motori di ricerca, qui di seguito riassunti in modo molto efficace in soli 3 minuti.
Tre argomenti chiave, tre relatori d’eccezione, per veicolare un unico messaggio: Google non è solo motore di ricerca, ma è motore di nuove opportunità di business. E sono queste opportunità che i relatori hanno saputo comunicare efficacemente, coinvolgendo la platea in una discussione partecipativa sul modello di un talk show … anzi di un Google Show.
E tu? Quali sono le tue esperienze alle prese con le strategie di search marketing per migliorare la visibilità del tuo sito/blog? Condividile qui con noi.
IAB Forum 2009: ecco le nostre video interviste
November 17, 2009 by Segreteria del Master
Categoria Diario di bordo, La Parola agli Studenti, News
Sono state due giornate intense e ricche di esperienze quelle trascorse allo IAB Forum di Milano. Abbiamo seguito alcuni incontri/workshop interessanti, tra cui il workshop di Google, il talk-show condotto da Luca De Biase e la tavola rotonda a cui ha partecipato anche il nostro amico e docente Mirko Lalli che ha parlato della social campaign della Regione Toscana “Voglio Vivere Così“. Ma ce ne siamo persi altrettanti per causa di forza maggiore, tra cui il richiestissimo e over-booked workshop su Facebook con una fila interminabile all’entrata. Che dire, sarà per la prossima volta…
Abbiamo visitato i vari stand ed incontrato molti degli espositori presenti. Ci ha fatto altrettanto piacere rivedere molti volti a noi noti, professionisti dell’online marketing che sono stati nostri relatori durante l’anno al Master: Sacha Monotti ed Eugenia Burchi di BlogMeter, Marco Massara di BusinessFinder, Marco Ziero di Moca Interactive, Cristina Papini di Nielsen Online, Nicola Tanzini di InTargetGroup, Daniela Trifone e Luigi Fruscio di Sems, Nazzareno Gorni di MailUp, Michele Marzan di Zanox, Andrea Genovese di 7thfloor e Chiara Zanetta di Bigmouthmedia.
Girando per lo IAB con telefonini multimediali e videocamera come veri e propri “reporter 2.0″ abbiamo intervistato alcuni di loro. Qui di seguito i video interventi.
Alla prossima!
Quali obiettivi di business perseguire con le attività di social media marketing?
October 5, 2009 by Segreteria del Master
Categoria Diario di bordo, Guest Writing
Pubblichiamo un guest post scritto per il nostro blog da Daniela Trifone, Search Engine Marketing Consultant presso Sems nonché relatrice del Master in Social Media Marketing & Web Communication di Scuola di Comunicazione IULM.
Stai pensando di avviare un’attività di social media marketing ma non sai come muovere i primi passi? Allora continua a leggere perchè questo articolo è pensato per te.
L’argomento dei media sociali è molto caldo in questo periodo e la voglia di essere presenti a tutti i costi prima dei competitor può farci scordare gli aspetti più importanti per impostare una solida strategia di presidio lasciando ampio spazio a messaggi incoerenti tra i diversi canali e implementazioni di livello scadente.
Partire fin da subito dalla scelta dei network da presidiare e di quella dei tool per rendere più rapido il proprio lavoro, è un metodo di lavoro limitante che permette di cogliere solo una piccola parte dell’enorme potenziale di un approccio sociale nella comunicazione di un’azienda.
Sui social media, così come sui canali tradizionali, non esiste un solo modo corretto di pianificare una strategia; le varianti efficaci sono infinite, ma ciò che può fare la differenza fin dalla genesi del progetto è la scelta dell’obiettivo corretto.
Avviare una campagna promozionale per incrementare il fatturato complessivo della propria azienda è il fine ultimo di qualsiasi divisione marketing. E’ necessario però identificare specifici obiettivi di business da condividere tra tutte le attività del piano di marketing per valutare correttamente il successo del marketing mix adottato in base ai ritorni economici diretti generati ma non solo.
Così come avviene nella definizione della strategia di marketing per i canali tradizionali, allo stesso modo anche gli obiettivi delle attività di social marketing dovranno derivare da quelli più generali dell’azienda, cercando di supportare, anche con la più piccola delle attività, oltre che l’incremento del fatturato complessivo anche la risoluzione dei problemi legati al business facendo fronte alle criticità del mercato di riferimento.
Solo dopo aver definito i nostri obiettivi di marketing potremo concentrarci su come integrare la strategia di presidio dei social media con le altre attività promozionali in corso online e offline per passare infine all’azione vera e propria.
Vediamo ora insieme alcune ipotesi di obiettivo e relative possibili azioni di social media marketing in grado di supportare un’azienda nella sua crescita.
Obiettivo 1 – Ottimizzare il processo di ricerca e sviluppo prodotti avviando un dialogo con i propri clienti
Esempio di possibile attività di social media marketing:
Incentivando il dialogo nei confronti del brand, è possibile raccogliere idee per il miglioramento dei prodotti, valutando l’importanza che la singola innovazione ricopre agli occhi dei clienti stessi.
Un caso concreto: nel mulino che vorrei – Laboratorio di cogenerazione delle idee Barilla
Un caso concreto: IDEASTORM – La community di Dell
Obiettivo 2 – Valorizzare un elevato livello di soddisfazione degli utenti di servizi customer care
Esempio di possibile attività di social media marketing:
Intervenendo in maniera tempestiva e trasparente anche su canali sociali per il supporto di clienti in difficoltà, è possibile valorizzare un vantaggio competitivo altrimenti difficilmente riscontrabile da utenti che non hanno mai avuto modo di usufruirne.
Oltre ad un ritorno di immagine diretto, è inoltre possibile integrare un’attività di social customer care con un’attività di PR per dare maggiore risalto al nuovo servizio.
Un caso concreto: customer care Dell su Twitter
Obiettivo 3 – Rendere più efficiente la ricerca di nuovo personale
Esempio di possibile attività di social media marketing:
Non è detto che l’utilizzo dei social media richieda in tutti i casi un contributo attivo: come sempre più responsabili HR fanno, la ricerca di personale altamente qualificato attraverso lo scouting di candidati su social network verticali (Linkedin, Xing, etc ), può rappresentare un’alternativa molto efficiente rispetto alle metodologie di ricerca classiche, permettendo una selezione più rapida ed efficace.
Obiettivo 4 – Conoscere meglio il punto di vista dei clienti sui propri competitor
Esempio di possibile attività di social media marketing:
Pregi e difetti di ogni prodotto sono sulla bocca dei consumatori in rete, anche in questo caso attraverso un’attenta attività di ascolto delle conversazioni online, stavolta però sui prodotti della concorrenza, potremo sfruttare i punti deboli individuati dagli utenti per distinguere in maniera significativa la nostra offerta.
Obiettivo 5 – Incrementare la fedeltà dei clienti
Esempio di possibile attività di social media marketing:
E’ possibile implementare azioni di fidelizzazione specifiche per ogni canale presidiato dalle attività di social mkt, oppure al contrario allineare la comunicazione sui social network alla principale campagna di fidelizzazione in corso: la fidelizzazione passa anche attraverso i media sociali che possono avere una marcia in più se permettono all’utente di rimanere aggiornato, magari attraverso un feed RSS.
Un caso concreto: hotels.com crea offerte ad hoc per il pubblico Twitter
Obiettivo 6 – Mantenere il controllo del proprio brand come fonte di informazioni ufficiali sui propri prodotti
Esempio di possibile attività di social media marketing:
Così come sui canali tradizionali facciamo attenzione che tutte le comunicazioni ufficiali sui nostri prodotti provengano dalla nostra azienda, allo stesso modo dobbiamo tutelarci affinchè online al nostro nome – nick/alias/account – non rispondano altri utenti: per evitare furti di identà è opportuno registrare il brand in ogni community/sito di interesse che si incontra, anche se non si ha l’intenzione di sfruttarlo per intervenire attivamente.
Un caso concreto: Topolino su Facebook – (Un)official fan page
Obiettivo 7 – Diffondere informazioni commerciali aggiornate su canali altrimenti non coperti
Esempio di possibile attività di social media marketing:
Sfruttare i canali aperti su network sociali per diffondere anche, ma non solo, informazioni commerciali aggiornate (spot/banner/flyer…) presentate su altri media, permette la stimolazione di utenti in target e la valutazione diretta dei loro feedback nei confronti delle campagne in essere e dei prodotti promossi.
Un caso concreto: D&G su Flickr – campagna 2008
Obiettivo 8 – Incrementare traffico verso il sito corporate
Esempio di possibile attività di social media marketing:
Presidiare canali sociali popolati nel proprio mercato di riferimento può essere un ulteriore modo per veicolare traffico al sito corporate, affiancando e sostenendo, tra l’altro, anche le attività SEO per la valorizzazione sui motori di ricerca.
Di esempi se ne potrebbero fare molti altri, ogni business ha necessità specifiche che rendono unico il mix di attività sociali più adatte ad esso. Una costante però rimane invariata: prima di procedere con qualunque implementazione è sempre necessario riflettere su quali obiettivi perseguire attraverso le attività di promozione sociale.
E tu, su quali obiettivi di business stai pensando di incentrare le attività di social media marketing per la tua azienda?
Come creare una sinergia fra campagne di keyword advertising e SEO, Search Engine Marketing
May 4, 2009 by Segreteria del Master
Categoria Diario di bordo
Con l’affermazione di nuovi, o meglio vecchi per gli addetti, modelli di marketing online, si và sempre più incontro alla necessità di integrare e pianificare le diverse campagne.
Il rischio è quello di perdere la naturale efficacia ed efficienza delle diverse forme di web marketing. Molto spesso si tende ad identificare come marketing online solo i cosiddetti annunci pubblicitari a pagamento, e non si fa attenzione che questi, senza un buon supporto di ottimizzazione del proprio sito, non svolgono a pieno la loro potenzialità.
E’ quindi importante che il team SEM collabori a pieno con la strategia di ottimizzazione SEO del sito e che la scelta delle keywords siano ben pianificate per contribuire al successo di entrambe le campagne.
Step by step i due team dovranno collaborare per apportare tempestive ed efficaci modifiche, sia nel copy degli annunci SEM, sia nel meta description delle pagine web. Risulta quindi molto performante trascrivere il copy SEM all’interno della description. Questo per compensare la serp di Google con le call to action dei nostri annunci. Inoltre avere una corrispondenza visuale e testuale, da parte del cliente, risulta un motivo in più per considerare attendibile il nostro messaggio.
In conclusione, affrontare una strategia SEM con un buon supporto tecnico (SEO) può aumentare il nostro ROI di un 15/20%. Date quindi importanza al vostro Page Rank, al numero delle pagine indicizzate e alla quantità (e qualità) dei link in ingresso al vostro sito.
Mauro Lupi, Ad Maiora e IAB – Motori di Ricerca, SEO, Paid e Search Engine Marketing
March 24, 2009 by Segreteria del Master
Categoria Diario di bordo
Parte II, I protagonisti del web maketing tradizionale – Google & Co.
Nonostante l’infocommerce sia un’effetto globale all’interno della rete, questo non potrebbe esistere senza i nuovi veicoli della navigazione online, i motori di ricerca. Nati per lo più nelle aule della Stanford University, i “Search Engine” in chiave moderna, fecero il loro debutto a metà degli anni ’90. Si svilupparono i vari Yahoo!, Altavista, Lycos ed Excite, tutti con un’unica missione, la ricerca di informazioni su internet. L’effetto “sociale”, comunque, ebbe solo il tempo di durare fino all’arrivo dei primi venture capitalist californiani. I cosiddetti “angeli” di quell’epoca, finanziatari per tutte quelle nuove società nate da eccellenti studenti senza un becco di un quattrino. Già nel cosiddetto periodo “maturo” delle dotcom, tutti i vari motori di ricerca passarono ad un core business differente, dettato dal profitto e dalle esigenze di borsa, la pubblicità.
I pionieri si possono considerare quelli di Yahoo!, seguiti a ruota da tutti gli altri. Un momento epocale tanto per la storia del web, quanto per quei precisi anni. Da quel momento i MdR (motori di ricerca) si impigrirono, focalizzandosi solo sull’aspetto pubblicitario e rendendo sempre più un servizio scadente, quasi irritante. Mentre all’esterno scoppiava la bolla californiana e nuove leve si prodigavo a studiare all’interno di Stanford. Si chiamavano Larry Page e Sergei Brin, due giovani studenti che credevano nell’importanza di creare una guida “attentibile e sincera” che mostrasse la strada agli internet users gli internauti. La loro convinzione? Che le pagine citate con un maggior numero di link, fossero le più importanti e meritevoli.
Da quel momento nacque Google e il mondo dei MdR cambiò radicalmente. I siti incominciarono ad essere indicizzati per quello che realmente erano, in termini di contenuti e forma. Nacque il Page Rank (figlio di Hyper Search, una creazione italiana di Massimo Marchiori) e la ricerca incominciò ad assumere il taglio per cui era nata. A poco a poco tutto quello che era presente sul web cominciò ad essere indicizzato dall’algoritmo “googliano”, fino ad arrivare al 2007, quando i documenti censiti su Google vennero stimati sui 12 miliardi. Una crescita esponenziale considerando il dato del 2002, 650 milioni. Una crescita del 175% in soli 5 anni.
Attualmente il valore misurabile, dei siti, possiamo definirlo in “contenuti”. Competere su questo dato significa produrre argomenti in quantità e soprattutto qualità adeguate. Google, in tutti questi anni, ha contribuito anche alla nascita di nuovi termini come SEM, SEO, Paid Search e Search Affiliates. Cosa sono? Sono i fondamenti del web marketing che io definisco “tradizionale”.
Anche se sono consapevole dell’errore, visto che questo è solo una branchia del SEM (Search Engine Marketing), partirò dal SEO, essendo il primo step della costruzione di un sito. Nota la miriade di siti online, e la sempre più crescende diversificazione dell’utilizzo di codici (html, flash, xhtml, php, jsp..), era necessario creare un sistema che premiasse le strutture più chiare e coerenti con l’argomento del sito. Il SEO (Search Engine Optimization), la materia che tratta un solo risultato, ottimizzare il sito per l’indicizzazione sui motori di ricerca. Attraverso di esso incominciamo a capire l’importanza (sul risultato finale) di creare una struttura semplice dove inserire contenuti chiari, pertinenti, incrementali e soprattutto distribuiti su pagine specifiche. Questo perché i MdR lasciano agli Spider, software che analizzano ed indicizzano ogni singola pagina del nostro sito, l’onere di darci un primo punteggio. Quindi ogni barriera di codice (vedi il flash) causerà l’interruzione del loro “modus operandi”, e la conseguente mancata indicizzazione di quel sito o di quella pagina. Secondo fattore (primo,secondo, primo.. scusate è un gran casino e io tenderei a non fare distinzioni) sono i link esterni che riportano al nostro sito e come dimenticarlo! Era l’idea di base del progetto Google. Questo perché dimostrano la nostra “reputazione” diffusa all’interno della rete; più parlano di noi e più saremo considerati “utili” e competenti, ma attenti ai “bad link”!
Concludendo, vorrei solo accennare quanto “la” SEO (c’è chi cambia l’articolo davanti) sia sempre in costante evoluzione sia da un punto di vista tecnico sia da un punto di vista pratico. Nel primo caso la causa è la fatidica formula di Google, a noi sconosciuta per ovvi motivi, in quanto anch’essa non ha un algoritmo stabile. Ultimamente sembra che i meta tag (in questo caso lascio a voi l’onere della ricerca) abbiano mutato la loro importanza. Causa un utilizzo spregiudicato del meta keywords, da web master del passato, attualmente si dice che non venga più considerato fondamentale come un tempo. Sicuramente, invece, possiamo dire che il meta title e il meta description hanno assunto una determinante importanza, a patto che soddisfino valori di coerenza, logicità e chiarezza nei confronti di ciò che pubblichiamo. Secondo aspetto è invece il mutamento delle abitudini di ricerca sui MdR. Secondo le ultime ricerche, meno del 20% degli utenti và oltre la prima pagina di risultati, causa ricerca più profilate ed efficienti. Nell’ultimo anno le ricerche da 1 a 3 keywords, sono stimate in diminuzione o in fase di stallo, mentre da 4 a 8 keywors il risultato è pari ad una crescita media del 10%.
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Mauro Lupi, Ad Maiora e IAB – SEARCH ENGINE, Optimization, Marketing & Paid Search.
March 20, 2009 by Segreteria del Master
Categoria Diario di bordo
Parte I, Introduzione all’Infocommerce – un primo passo alla scoperta della rete.
Una persona molto colta, un vero esperto della rete e un saggio comunicatore. Queste sono state le prime sensazioni nell’ultima lezione con Mauro Lupi, presidente di Ad Maiora e vice presidente di IAB Italia. Una giornata all’insegna del Search Engine Optimization (SEO), Search Engine Marketing (SEM) e Paid Search.
Mauro Lupi si presenta e introduce lo IAB, l’advertising bureau italiano, con due previsioni molto interessanti e curiose.. Nell’anno della crisi internazionale, l’advertising online sarà destinato a crescere del 13%. Per di più spalleggiato dalla crescita del SEM, pari al 20%. A primo impatto sembra solo una manna dal cielo per gli operatori del “Web Marketing tradizionale” o più semplicemente un dato statistico più che discreto. Ma invece è molto di più, perché questi, sono numeri che ci danno la possibilità di capire più a fondo quello che è l’evoluzione della società attuale.
Probabilmente, e aggiungerei finalmente, siamo riusciti a comprendere le opportunità misurabili in efficacia ed efficienza (nota per i colleghi tradizionalisti del marketing), dei nuovi strumenti di promozione e comunicazione. “Il finalmente è riferito ad un dato omesso fino ad ora, (+50%) sullo spazio che il SEM Adv occupa all’estero.”
In ogni caso, nonostante la solita differenza che ci caratterizza nei confronti con l’estero, siamo testimoni di significative nuove abitudini sociali e di quanto la rete cominci ad influenzarci sulle nostre decisioni. L’esempio lampante che mi viene in mente, è quello dell’animale selvatico, che in caso di “forte bisogno”, si avvicina alla mano tesa dell’uomo. Annusa, prende il cibo e poi scappa a gustarsi la “cena” nella privacy del suo habitat naturale. Un ottimo primo passo! Un risultato verso una futura e stabile relazione. L’infocommerce.
Riportandolo a livello umano, direi che il “forte bisogno” è rappresentato dalla necessità di avere più informazioni su ciò che faremo o su ciò che acquisteremo; soprattutto di averne accesso in modo rapido, esauriente ed inequivocabilmente imparziale. Il posto ideale? Internet, le community, i forum, i blog e strano ma vero i portali di e-commerce. Luoghi che puntano sulla sincerità e l’imparzialità di ciò che dicono. O meglio, ambienti, consapevoli di quanto la rete possa metterli in relazione con migliaia di contenuti simili e pertinenti. E soprattutto di quanto, quest’ultima, li possa penalizzare per le eventuali falsità pubblicate. Non che internet sia diventato “umano” e capace di valutare obbiettivamente il linguaggio testuale. Ma perché la rete è fatta di persone e, noi, decidiamo autonomamente cosa leggere e/o assimilare.
L’infocommerce è un fenomeno utilissimo a chi non si fida ancora dell’utilizzo esteso (acquisti) di internet, ma che grazie a questo, può definire il suo acquisto offline.E’ il cosiddetto effetto online/offline, la rete che produce profitto anche se non sviluppa un acquisto diretto o una transazione monetaria al suo interno. L’utente utilizza le informazioni multimediali, le elabora e prende una decisione. Conseguentemente si dirige nel negozio di fiducia (reale) e definisce l’acquisto. Come detto in precedenza, un ottimo primo passo per una relazione futura e stabilmente proficua.
Federiconr









