Ansia da prestazione? Una campagna di comunicazione integrata per promuovere la tecnologia Blu-ray

November 12, 2009 by Segreteria del Master  
Categoria Diario di bordo

Da circa quattro anni lavoro per la 20th Century Fox, divisione Home Entertainment, dapprima occupandomi principalmente dell’ufficio stampa e più recentemente seguendo anche la pianificazione media online, la gestione dei contenuti – sia dei siti aziendali che di newsletter – e le campagne media.

In questa sede vorrei portare la mia recente esperienza che ho fatto sul campo lavorando allo sviluppo, pianificazione e monitoraggio della campagna integrata di marketing per il lancio del Blu-ray “X-Men Le Origini: Wolverine”.

Per questo lancio abbiamo scelto di giocare con i doppi sensi, anticipati già dal claim: “Ansia da prestazione? Passa al Blu! Prolunga il tuo divertimento con la tecnologia Blu-ray”. Ovvero un ambiguo e divertente parallelismo tra l’uso della ormai famosissima pillola blu che promette e garantisce superiori prestazioni sessuali, e l’uso del disco blu per l’home entertainment in alta definizione che similmente offre all’utente un’esperienza di fruizione di livello superiore (rispetto alle tecnologie precedenti, vedi il DVD).

Abbiamo pensato che il Blu-ray del film Wolverine – il personaggio più amato della saga degli X-Men – essendo un supereroe si potesse ben prestare a questo bizzarro e divertente gioco.

Con questa campagna avevamo un duplice obiettivo:

  • supportare la distribuzione del film “X-Men Le Origini Wolverine” su Blu-ray
  • veicolare al maggior numero di persone possibile, in modo trasparente e divertente, le caratteristiche vincenti della tecnologia Blu-ray cercando di proporre questo formato come il nuovo standard di riferimento per il mercato

Cavalcando l’onda della campagna media “ansia da prestazione”, abbiamo pensato di affidare la realizzazione di brevi filmati a basso costo ad una regista professionista. Ciascuno di questi video clip doveva trattare di diverse tipologie di ansie da prestazione legate al menage uomo-donna, in modo ironico e comunque leggero, tutte risolvibili alla fine sempre grazie all’intervento del Blu-ray. Questa tecnologia ne esce quindi come il rimedio ideale a questi stress, la cura per essere sempre all’altezza della situazione e per donare (e donarsi) benessere.

Le caratteristiche del Blu-ray selezionate per essere evidenziate nei filmati sono state:

  1. durata (ovvero capienza del disco)
  2. opzione Picture in Picture (una modalità di approfondimento sul film, mentre lo si guarda, tipo pop-up)
  3. qualità di immagine
  4. qualità del suono
  5. benessere in generale

Queste video-storie, oltre ad essere il traino principale della campagna media per il lancio del film Wolverine (previsto per il 2 ottobre scorso), hanno avuto anche il compito di generare awareness sul prodotto Blu-ray, in particolar modo nei confronti di un pubblico generico di non addetti ai lavori e di coloro che ancora non posseggono il lettore Blu-ray. Infine, ci si auspicava di generare buzz in rete sulla campagna stessa.

Cosa è stato fatto:

  • è stato aperto un mini-sito (tuttora attivo ma su una campagna diversa da questa) per ospitare i cinque video clip arricchendolo con altri contenuti attinenti (informazioni sulla tecnologia Blu-ray, attività di user engagement, sezione di download)
  • sono state inviate le cinque pillole video dal 24 settembre all’8 ottobre, via DEM teaser a tutti i giornalisti in mailing list (generalisti, specializzati, attualità, agenzie stampa, comunicazione)
  • è stato redatto un comunicato stampa per annunciare la campagna
  • per la prima volta la 20th Century Fox ha fatto confluire tutta la campagna media a supporto (budget circa € 200K) su queste attività e quindi rimandando al sito di riferimento www.ansiadaprestazione.it
  • il media mix è stato così ripartito. Stampa: AF, 35 MM, Ciak, Best Movie, Gazzetta dello Sport. Web: Gazzetta.it e MSN. TV: spot su Mediaset Premium (digitale terrestre), Mediaset (MotoGP), Sky , MTV, LA7
  • ho anche cercato (grazie al suggerimento di Federico Neri, mio compagno di master) di postare in rete i video con Tubemogul. Li abbiamo manualmente viralizzati, nel nostro piccolo (condivisione con i nostri network di contatti principalmente tramite email e Facebook)
  • è stato anche creato un canale YouTube dedicato a queste clip e linkato dal portale/mini-sito (ansiadaprestazione.it)
  • anche le DEM ai giornalisti, tra l’altro, avevano l’opzione “condividi su Facebook/via email/su You Tube”.

Qui di seguito alcuni dei risultati raggiunti:

  • viralità: la prima ed unica pillola video disponibile nel primo week-end di lancio è stata vista 1.300 volte
  • accessi al sito: grazie al tagging, nel week-end di lancio per quattro giorni il sito ha avuto oltre 5.000 visite al giorno
  • il Blu-ray di Wolverine è entrato in classifica Univideo al primo posto nella settimana dal 28 sett al 4 ott; essendo uscito il 2 ottobre i dati a valore sono i più alti di sempre (è la prima volta che il solo formato Blu-ray vende più del DVD che invece è sul mercato dal 14 ottobre). [Una mia considerazione: forse il viral - che credo vada proprio nella direzione di comunicare direttamente alla gente, non agli addetti ai lavori e alla stampa - ha aiutato? E' il secondo titolo del Q4 che, supportato anche dal web marketing, performa davvero bene, quindi non credo si tratti di coincidenze…]
  • visibilità stampa generalista: praticamente nulla. La stampa mainstream si conferma non interessata all’argomento “Blu-ray”. E’ uscito un bell’articolo con intervista su Wired.it, mentre VANITY Fair l’ha citato in un articolo su Wolverine. Ci si aspettava una maggior attenzione sull’argomento da parte di corsera.it, repubblica.it etc. Diverso è l’atteggiamento di portali e siti specializzati (tra cui movieplayer.it, avmagazine.it) che hanno dato ampio spazio alla notizia. Stessa cosa per i forum e i piccoli blog (un forum di videoteche ci ha fatto i complimenti per la nostra campagna con diversi post sull’argomento)

Criticità emerse:

  • il tempo: la campagna virale è stata messa in piedi in meno di un mese, quindi ha un sacco di penalità oggettive. Le principali: scelte poco appurate nel reperimento del grafico del sito; analytics non ben settato; poco spazio di correzione e aggiustamento nelle fasi di sceneggiatura, produzione e post-produzione; mancanza di tempo per “stressare” la stampa con il recall a tappeto dopo l’invio del comunicato+del teaser dei video
  • il budget: i pochi soldi rimasti del budget Wolverine non hanno permesso di mettere in atto altre attività a mio parere altrettanto importanti: video seeding, un concorso online vero e proprio che facesse engagement, un po’ di guerrilla
  • analisi sito, report e struttura: ho imparato che un buon sito deve essere fatto da persone competenti sul fronte software, analytics e struttura. Il sito (in flash) ha un analytics non corrispondente alla realtà, a parer mio. Non si riescono a monitorare bene le sezioni, non si sa dove vanno i visitatori ne dove li perdiamo. Inoltre non c’è stata attività di CRM perché pochissimi sono stati i contatti che ci hanno lasciato i dati.

Feeling generale della mia esperienza: c’è da lavorare! ma sono personalmente soddisfatta perché, grazie a questa campagna, ho avuto modo di mettere in pratica tantissimo, e tantissimo ho imparato!

Ora sono ai blocchi di partenza di una nuova attività: offrire consulenza strategica sul web marketing alle aziende. Per quel che mi riguarda è una bella sfida! Per questo farò tesoro dei vostri suggerimenti e consigli che vorrete darmi in questa sede.

Alessandra Pancani

Quali obiettivi di business perseguire con le attività di social media marketing?

 

Pubblichiamo un guest post scritto per il nostro blog da Daniela Trifone, Search Engine Marketing Consultant presso Sems nonché relatrice del Master in Social Media Marketing & Web Communication di Scuola di Comunicazione IULM.

 

Stai pensando di avviare un’attività di social media marketing ma non sai come muovere i primi passi? Allora continua a leggere perchè questo articolo è pensato per te.

L’argomento dei media sociali è molto caldo in questo periodo e la voglia di essere presenti a tutti i costi prima dei competitor può farci scordare gli aspetti più importanti per impostare una solida strategia di presidio lasciando ampio spazio a messaggi incoerenti tra i diversi canali e implementazioni di livello scadente.

Partire fin da subito dalla scelta dei network da presidiare e di quella dei tool per rendere più rapido il proprio lavoro, è un metodo di lavoro limitante che permette di cogliere solo una piccola parte dell’enorme potenziale di un approccio sociale nella comunicazione di un’azienda.

Sui social media, così come sui canali tradizionali, non esiste un solo modo corretto di pianificare una strategia; le varianti efficaci sono infinite, ma ciò che può fare la differenza fin dalla genesi del progetto è la scelta dell’obiettivo corretto.social_media_marketing_strategy

Avviare una campagna promozionale per incrementare il fatturato complessivo della propria azienda è il fine ultimo di qualsiasi divisione marketing. E’ necessario però identificare specifici obiettivi di business da condividere tra tutte le attività del piano di marketing per valutare correttamente il successo del marketing mix adottato in base ai ritorni economici diretti generati ma non solo.

Così come avviene nella definizione della strategia di marketing per i canali tradizionali, allo stesso modo anche gli obiettivi delle attività di social marketing dovranno derivare da quelli più generali dell’azienda, cercando di supportare, anche con la più piccola delle attività, oltre che l’incremento del fatturato complessivo anche la risoluzione dei problemi legati al business facendo fronte alle criticità del mercato di riferimento.

Solo dopo aver definito i nostri obiettivi di marketing potremo concentrarci su come integrare la strategia di presidio dei social media con le altre attività promozionali in corso online e offline per passare infine all’azione vera e propria.
Vediamo ora insieme alcune ipotesi di obiettivo e relative possibili azioni di social media marketing in grado di supportare un’azienda nella sua crescita.

Obiettivo 1 – Ottimizzare il processo di ricerca e sviluppo prodotti avviando un dialogo con i propri clienti

Esempio di possibile attività di social media marketing:

nel_mulino_che_vorrei_barillaIncentivando il dialogo nei confronti del brand, è possibile raccogliere idee per il miglioramento dei prodotti, valutando l’importanza che la singola innovazione ricopre agli occhi dei clienti stessi.

Un caso concreto: nel mulino che vorrei – Laboratorio di cogenerazione delle idee Barilla

Un caso concreto: IDEASTORM – La community di Dell

Obiettivo 2 – Valorizzare un elevato livello di soddisfazione degli utenti di servizi customer care

Esempio di possibile attività di social media marketing:

Intervenendo in maniera tempestiva e trasparente anche su canali sociali per il supporto di clienti in difficoltà, è possibile valorizzare un vantaggio competitivo altrimenti difficilmente riscontrabile da utenti che non hanno mai avuto modo di usufruirne.

Oltre ad un ritorno di immagine diretto, è inoltre possibile integrare un’attività di social customer care con un’attività di PR per dare maggiore risalto al nuovo servizio.

Un caso concreto: customer care Dell su Twitter

Obiettivo 3 – Rendere più efficiente la ricerca di nuovo personale
Esempio di possibile attività di social media marketing
:

Non è detto che l’utilizzo dei social media richieda in tutti i casi un contributo attivo: come sempre più responsabili HR fanno, la ricerca di personale altamente qualificato attraverso lo scouting di candidati su social network verticali (Linkedin, Xing, etc ), può rappresentare un’alternativa molto efficiente rispetto alle metodologie di ricerca classiche, permettendo una selezione più rapida ed efficace.

Obiettivo 4 – Conoscere meglio il punto di vista dei clienti sui propri competitor

Esempio di possibile attività di social media marketing:

Pregi e difetti di ogni prodotto sono sulla bocca dei consumatori in rete, anche in questo caso attraverso un’attenta attività di ascolto delle conversazioni online, stavolta però sui prodotti della concorrenza, potremo sfruttare i punti deboli individuati dagli utenti per distinguere in maniera significativa la nostra offerta.

Obiettivo 5 – Incrementare la fedeltà dei clienti

Esempio di possibile attività di social media marketing:

hotels.com_discount_twitterE’ possibile implementare azioni di fidelizzazione specifiche per ogni canale presidiato dalle attività di social mkt, oppure al contrario allineare la comunicazione sui social network alla principale campagna di fidelizzazione in corso: la fidelizzazione passa anche attraverso i media sociali che possono avere una marcia in più se permettono all’utente di rimanere aggiornato, magari attraverso un feed RSS.

Un caso concreto: hotels.com crea offerte ad hoc per il pubblico Twitter

Obiettivo 6 – Mantenere il controllo del proprio brand come fonte di informazioni ufficiali sui propri prodotti

Esempio di possibile attività di social media marketing:

Così come sui canali tradizionali facciamo attenzione che tutte le comunicazioni ufficiali sui nostri prodotti provengano dalla nostra azienda, allo stesso modo dobbiamo tutelarci affinchè online al nostro nome – nick/alias/account – non rispondano altri utenti: per evitare furti di identà è opportuno registrare il brand in ogni community/sito di interesse che si incontra, anche se non si ha l’intenzione di sfruttarlo per intervenire attivamente.

Un caso concreto: Topolino su Facebook – (Un)official fan page

Obiettivo 7 – Diffondere informazioni commerciali aggiornate su canali altrimenti non coperti

Esempio di possibile attività di social media marketing:

Sfruttare i canali aperti su network sociali per diffondere anche, ma non solo, informazioni commerciali aggiornate (spot/banner/flyer…) presentate su altri media, permette la stimolazione di utenti in target e la valutazione diretta dei loro feedback nei confronti delle campagne in essere e dei prodotti promossi.

Un caso concreto: D&G su Flickr – campagna 2008

Obiettivo 8 – Incrementare traffico verso il sito corporate

Esempio di possibile attività di social media marketing:

Presidiare canali sociali popolati nel proprio mercato di riferimento può essere un ulteriore modo per veicolare traffico al sito corporate, affiancando e sostenendo, tra l’altro, anche le attività SEO per la valorizzazione sui motori di ricerca.

Di esempi se ne potrebbero fare molti altri, ogni business ha necessità specifiche che rendono unico il mix di attività sociali più adatte ad esso. Una costante però rimane invariata: prima di procedere con qualunque implementazione è sempre necessario riflettere su quali obiettivi perseguire attraverso le attività di promozione sociale.
E tu, su quali obiettivi di business stai pensando di incentrare le attività di social media marketing per la tua azienda?

Daniela Trifone

 

Qualche aggiornamento sul calendario didattico…

October 1, 2009 by Segreteria del Master  
Categoria Calendario, Diario di bordo

Cultura convergente, il passaggio da brand a lovemark

Il famoso libro dello studioso americano Henry JenkinsCultura convergente ha aperto delle discussioni cruciali nell’utilizzo dei new media oggi, ed è stato un libro molto citato (e ripreso) nel master IULM in Social Media Marketing & Web Communication.

E’ un libro sorprendente, per vari aspetti, denso di case history e di un approccio alla materia della fruizione e uso dei contenuti dei media e new media, da parte dei consumatori, del tutto nuovo.


Jenkins tende verso un cambio generazionale di prospettiva: guardare il mondo dall’occhio del consumatore invece che dalla parte del produttore broadcasting. E’ la nascita della cultura grassroots, o la sua definitiva diffusione a larga scala. Gli esempi sono molteplici: fans community online di reality tv, come per American idol o Survivor, che discutono e ridefiniscono i contenuti mandati in video dai produttori mainstream.


Lovemarks vs. brands

Nel caso del reality show americano Survivor, una vera e propria influenza sul contenuto e sulla strategia di vendita del format fu ottenuta grazie a ChillOne: il guastafeste della comunità degli spoiler che ebbe accesso a informazioni segrete, e le condivise con gli altri partecipanti, evidentemente curiosi. Scrive Jenkis “Lo spoling di Survivor è intelligenza collettiva in pratica”, connettendosi idealmente al concetto di Pierre Lévy.


Come non citare il caso di Heather Lawver, ragazzina americana tredicenne, fan di Harry Potter che lanciò un “giornalino scolastico” online: The Daily Prophet. Si formò una comunità online, che riuniva bambini di tutto il mondo, piccoli redattori; Lawver iniziò il suo progetto in una cornice educativa, aiutare i genitori a comprendere la partecipazione dei loro figli. La Lawver riuscirà addirittura ad avere un dibattito televisivo con un portavoce di Warner Bros.


Jenkins si concentra sulla narrazione nell’ambito del media-mix; la convergenza dei contenuti sui vari media, tv e internet principalmente, e soprattutto sulle dinamiche grassroots che questi processi e linguaggi contengono in nuce. La possibilità di modificare i contenuti dal basso (strategie bottom-up), la pratica del mash-up, di cui ci ha approfonditamente parlato il prof. Maurizio Goetz, tra visione online, pratiche offline, ridefinizione dei frame (caso Matrix in cui fan vennero coinvolti nell’ampliamento delle strategie di marketing).

Ciò che è in discussione è la trasformazione del ruolo pubblico all’interno del processo politico. La consapevolezza dei consumatori che plasmano l’ambiente mediatico nel passaggio dalla burocrazia alla adhoc-crazia.

Jenkis conduce delle battaglie in USA, da esperto, per l’uso educativo di videogames e computer, per la pratica partecipativa dei consumatori contro il controllo delle corporate, viene ricordato anche per un’importante relazione al senato dopo la tragedia di Columbine.

Goetz parla di economia del dono, Jenkins di economia affettiva: in entrambe le dimensioni si può leggere il cambiamento degli stereotipi (in termini di marketing da brand a lovemark) e il tentativo democratico in fieri, riprendendo ancora il contributo di Lévy: l’individuo (e il gruppo, o la community) da “attrattore culturale” ad “attivatore culturale”.

Vito Lopriore