Stai muovendo i primi passi come libero professionista sui Social Media? Allora leggi questo post
February 3, 2010 by Segreteria del Master
Categoria Diario di bordo, Guest Writing
Stai pensando di avviare un’attività da libero professionista nei Social Media ma non sai come muovere i primi passi? In questo guest post Roberto Marmo, professore a contratto di informatica, relatore del Master in Social Media Marketing & Web Communication e autore dei libri “Creare applicazioni per Facebook” e “Promuoversi con i business social network” ti spiegherà il suo percorso professionale negli aspetti tecnologici dei social network che lo ha portato a scrivere libri e a partecipare a molte conferenze.
Mi chiamo Roberto Marmo e sono consulente informatico e professore a contratto di informatica presso la Facoltà di Ingegneria della Università di Pavia e Facoltà Scienze MM.FF.NN. della Università Insubria – Como. Ho conseguito il Dottorato di Ricerca nel riconoscimento di oggetti tramite visione artificiale ed elaborazione dell’immagine digitale.
Ho sempre avuto l’interesse per la divulgazione scientifica, che mi ha portato a leggere moltissimo e a frequentare corsi di scrittura tecnica e giornalistica. D’altronde, un ricercatore scientifico deve creare progresso, fare innovazione, ma deve anche comunicarla per farla conoscere, farne apprezzare i vantaggi, trovare fondi economici per le ricerche.
Il mio primo libro si chiama “Introduzione alla visualizzazione scientifica”. E’ nato dopo aver seguito un corso di specializzazione durante la mia attività di ricerca sulla visualizzazione dell’informazione in cui cercavo strumenti grafici per mostrare tante informazioni con la varietà di colori e forme. Stavo cercando informazioni e trovavo sempre tanto materiale in inglese e pochissimo in italiano, ho anche notato l’interesse di tante persone per l’argomento. Così ho deciso di mettermi alla prova radunando in un libro tutto il materiale che avevo raccolto per offrire un percorso attraverso cui formare le basi necessarie per approfondire l’argomento dando i riferimenti alle fonti da esplorare.
Nell’ambito della visualizzazione delle informazioni mi sono interessato al visual data mining per analizzare i dati di navigazione su internet e di uso dei sistemi per e-learning.
A metà del 2007 un collega mi suggerisce di iscrivermi a LinkedIN per cercare altri ricercatori con cui organizzare progetti e trovare opportunità di finanziamento. A ottobre 2008, su consiglio di un’amica, mi iscrivo a Facebook per tenermi in contatto con lei. Creo il mio profilo, ma inizialmente non lo uso attivamente; infatti, fino a gennaio 2009, ho solo la sua amicizia e nessuna fotografia.
A gennaio 2009 compro una rivista di informatica attirato da una copertina dedicata alla visione artificiale e vengo incuriosito da un articolo sulla programmazione di Facebook. Dopo poche righe già penso alle varie possibilità di elaborare informazioni sociali offerte dalla piattaforma per conoscere nuove persone, creare nuovi contatti, creare nuove forme di divertimento e di apprendimento. Mi metto quindi alla ricerca e raccolta di ulteriore materiale di approfondimento ed incomincio ad organizzarlo. Aver notato la mancanza di un libro in italiano mi fa accendere la classica lampadina in testa; mi prometto di non perdere questo treno in partenza verso un nuovo genere di programmazione. Ne parlo con Angelo Iacubino, programmatore e co-autore del libro, ed insieme scriviamo la proposta editoriale. Qualche editore non ci risponde, mentre l’editore FAG in poche ore nota l’opportunità e crea il contratto per noi. Ed ecco nascere in tre mesi il libro “Creare applicazioni per Facebook” dedicato ai linguaggi di programmazione FBML e FQL, come costruire un’applicazione Facebook, raccolta di esempi, come promuovere l’applicazione. Si tratta di un libro rivolto ai tecnici programmatori con esperienza di sviluppo su internet.
La parte più difficile del libro dal mio punto di vista è stata quella relativa alla stesura del progetto editoriale: non volevo fare una traduzione dai tanti libroni in lingua inglese. Io stesso prima dell’acquisto di un libro mi informo e cerco solo di comprare testi dai contenuti in grado di fornirmi un valore aggiunto e di portare a nuovi ulteriori sviluppi/vantaggi. Mi è tornata utile l’esperienza didattica universitaria, soprattutto è stata utile l’analisi delle mie necessità dopo aver letto quell’articolo per rispondere a domande del tipo: “D’accordo, fare un’applicazione Facebook mi piace e mi sarà utile, ma cosa devo attuare per fare il primo passo? Quali strumenti procurare? Come far nascere idee e scrivere il primo semplice software?” Forte di questa esperienze, ho cercato di scrivere qualcosa per mettere il lettore in grado di muovere da solo i primi passi per poi spiccare il volo, qualcosa di pratico con poche pagine e una copertura delle varie problematiche e possibilità di sviluppo per poi fornire le modalità per approfondire e aggiornarsi. Il problema del costante aggiornamento fa invecchiare rapidamente i libri di informatica, per cui ho creato un sistema di aggiornamento e creazione di comunità di persone interessate attraverso sito internet, fan page Facebook per promuovere il libro e gruppo per avviare discussioni tra i lettori.
Dopo l’uscita del libro a metà giugno ho avviato la campagna di promozione delle vendite tramite la stesura di articoli, interviste, e la segnalazione del libro stesso a esperti e organizzatori di eventi nel settore. A tal fine, ho approfondito le tematiche del personal branding come descritto nel post del blog del Master in Social Media Mkg.
Sono così stato invitato come relatore a eventi come GTForum 2009, Social Money, SMAU, Facebook Garage Developer, IBM e altri seminari in varie università italiane. Una mattina apro la mia posta elettronica e trovo un messaggio degli organizzatori del Master in Social Media Marketing IULM che mi invitano a tenere un ciclo di lezioni poiché mi avevano conosciuto proprio durante alcuni degli eventi sopraccitati. Accetto subito l’incarico e ne ricavo una bella esperienza umana oltre che ricca di nuove idee sulle applicazioni Facebook (su questo blog di Micaela Fiorito si può leggere un breve resoconto della mia lezione).
Contemporaneamente, l’opera di SEO comincia a dare i frutti: le persone arrivano al mio sito internet www.robertomarmo.net e fan page www.facebook.com/creare.applicazioni (notare il .net del mio sito dedicato alla voglia di creare network sociali e il vanity URL della fan page su FB), notano l’aver pubblicato un libro e le esperienze universitarie, mi fanno altre proposte editoriali e richieste di consulenze.
Per sviluppare ulteriormente il business networking mi iscrivo a Milan IN, il club degli iscritti a LinkedIn in Lombardia. Comincio a studiare il funzionamento del business networking, conosco altre persone interessanti e intanto traggo spunti e ispirazioni per il mio libro successivo: “Promuoversi con i business social network”. Stavolta non si tratta di programmazione, ma di teoria dei business network e dei consigli per gestire la presenza in LinkedIN, Viadeo, XING, Club IN nati dalla mia esperienza e pratica ormai quotidiana. Cosa fare e cosa non fare per creare contatti, far conoscere il proprio profilo, evitare le truffe ed i falsi profili per difendere la privacy, gestire l’incontro diretto e misurare i risultati del networking sono argomenti da affrontare per un efficace networking.
Volendo riassumere il messaggio di fondo che cerco di trasmettere durante il networking, oltre a un forte spirito ottimistico, cerco di avere una chiara visione di quello che vorrei ottenere da un nuovo contatto per poi stabilire come raggiungere il contatto. Cerco sempre di dare la sensazione di crescere insieme per dare agli altri un valore in termini di uso, un qualcosa in grado di offrire la possibilità di migliorare, un valore più grande di quello economico da prendere in cambio. In questo modo ho incontrato tante persone che, a loro volta, mi hanno aperto tante nuove porte. Inoltre, mi sforzo di non buttare via nulla e di mettere le mie idee ed esperienze nero su bianco per condividerle. Ad es. se non c’è un pubblico tanto ampio da poter essere interessato a un libro o una rivista c’è sempre l’ebook e il mio sito (il prossimo passo sarà proprio la scrittura di alcuni ebook più specialistici).
Concludendo, dopo un anno di esperienza nei social network sono sicuramente molto soddisfatto dei risultati, perché hanno ripagato gli sforzi e gli studi di tante discipline nonostante i molti dubbi iniziali. I risultati del 2009 sono poca cosa rispetto a quello che mi attende nel 2010 includendo l’uscita di nuovi libri, articoli, partecipazione a tante conferenze, sviluppo di applicazioni sociali in grado di far collaborare le persone per contribuire allo sviluppo di una società migliore, per iniziative comuni, per sviluppare il senso del “noi in Facebook” e non solo “io in Facebook”.
I consigli che mi sento di dare riguardano: attenzione a non cadere nelle trappole di chi offre materiale a caro prezzo senza avere le competenze per scriverlo; approfondire la conoscenza della tecnologia informatica dei social media ma anche il marketing e gli aspetti di psicologia sociale; aumentare il networking nel proprio ambito professionale ma anche in settori molto diversi e trasversali per avere idee e stimoli nuovi.
Come nasce un’applicazione per iPhone: dal concept iniziale fino alla promozione
January 8, 2010 by Segreteria del Master
Categoria Diario di bordo, Guest Writing
Pubblichiamo un guest post scritto per il nostro blog da Leonardo Bellini, Strategic Consultant in Digital Marketing e Social Media Marketing nonché relatore del Master in Social Media Marketing & Web Communication di Scuola di Comunicazione IULM.
E’ una sera di fine ottobre quando io e due miei carissimi amici nonché colleghi, Paolo e Rob, c’interroghiamo su un quesito universale, quasi esistenziale: cosa regalare a Natale ai nostri cari, amici, parenti, …amanti?
Qualcuno di voi potrebbe pensare che siamo persone particolarmente organizzate, attente e previdenti; in realtà il nostro pensiero sfocia da, come dire, un interesse che esula dal mero piacere o necessità di acquistare oggetti per questa ricorrenza. Ben presto infatti il nostro pensiero iniziale mostra la sua vera anima commerciale e si rivela:“come offrire consigli e spunti per il prossimo Natale”?
Io ed i miei colleghi ci immaginiamo la scena: come ogni anno, sciami di persone vaganti per le vie del centro, alla ricerca affannosa di un’idea originale, azzeccata, divertente, utile…come intervenire in questo processo? Nasce così il concept per la nostra prima applicazione per iPhone. E quasi subito dopo troviamo anche il nome adatto: “trovaRegalo”.
Seguono giorni novembrini di lavoro matto e disperatissimo, di ricerca di una prima base di prodotti per regali originali e non banali, di idee per integrare altri servizi. Il nostro Mobile Shopping Assistant prende forma. Contemporaneamente realizziamo che dobbiamo aggiungere alcune funzionalità viral: da ”invia il prodotto ad un amico” a “pubblica il tuo prodotto sul tuo profilo Facebook”, così come alla funzione “trova il negozio più vicino a te che vende questo prodotto”. Le idee non ci mancano…pensiamo anche di inserire la funzione di profilazione per dare la possibilità di trovare il regalo più adatto per la mamma, i nonni, i nipotini, la fidanzata, etc.
Nel frattempo mi occupo di seguire tutti i passi necessari per poter sviluppare e pubblicare la nostra applicazione sull’App Store di Apple. Ci è voluta circa una settimana per ottenere la licenza e poter accedere a quell’enorme patrimonio di risorse che è l’Iphone Developer Center. Il 23 novembre 2009 sottoponiamo l’applicazione al processo di review di Apple, e così comincia per noi una logorante attesa in cui guardiamo con ansia ogni giorno passare. Finalmente, il 9 dicembre, dopo una richiesta di modifica relativa ad alcune API di Facebook che abbiamo usato, riceviamo l’auspicato responso: un’email di Apple che dichiara: “La vostra applicazione è su iTunes, ready to sell”!
Ma non è tutto. Ok, hai un’idea che ha potenziale, sviluppi il concept, scrivi il codice, crei l’applicazione, Apple te l’accetta. Fin qui tutto bene…ma: bisogna promuoverla.
Così abbiamo contattato siti di settore e blogger autorevoli ed influenti e abbiamo inviato loro codici promozionali (reedem code) per scaricare l’applicazione senza doverla acquistare in modo da poterla testare; ci siamo offerti di inviare loro dei codici gratuiti per eventuali concorsi (i contest code) da promuovere sui loro spazi per i loro lettori; abbiamo fatto del passaparola attraverso i nostri canali Social, sia virtuali che reali, e così via.
Se volete approfondire come promuovere e fare marketing per un’applicazione iPhone potete leggere una mia presentazione su Slideshare, o iscrivervi al prossimo Master in Social Media Marketing & Web Communication, a cui ho avuto il piacere di contribuire come relatore durante la I edizione e dove tornerò ancora quest’anno a parlare anche di Mobile strategy e di Mobile Apps, non solo per iPhone.
PS: durante il periodo delle festività appena trascorse, “trovaRegalo” si è fatto onore: ha scalato le classifiche fino ad a raggiungere la 4° posizione su iTunes nella sua categoria; passate le feste ha subito un calo fisiologico; contiamo di sviluppare un aggiornamento dell’applicazione per dare nuova vita all’applicazione.
M’ama o non m’ama? Analisi automatica del sentiment: l’esempio Tweetfeel
October 22, 2009 by Segreteria del Master
Categoria Diario di bordo, Guest Writing
Pubblichiamo un guest post scritto per il nostro blog da BlogMeter, esperti di monitoraggio e tracking dei social media nonché relatori del Master in Social Media Marketing & Web Communication di Scuola di Comunicazione IULM.
La sentiment analysis realizzata automaticamente, cioè l’attribuzione da parte di sistemi software di una valutazione positiva o negativa ad un’opinione, un frase, un messaggio espressi in linguaggio naturale, è una delle maggiori sfide ancora aperte per gli esperti di informatica, di linguistica e di intelligenza artificiale. Vari obiettivi sono ancora da raggiungere, come ha dimostrato anche il bot Prize recentemente svoltosi a Milano, che non ha raggiunto il successo sperato.
Attribuire valutazioni di gradimento in maniera automatica è complesso e proprio per questo gli strumenti che provano a farlo sono interessanti. Uno di questi è Tweetfeel: questo servizio ricerca i tweet relativi ad un “oggetto”: un film, un libro o un evento e mostra un flusso di tweet colorati di verde o rosso a seconda che si tratti di valutazioni positive e o negative e ne calcola la percentuale complessiva.
La realizzazione del sentiment analysis su un servizio di microblogging come Twitter si confronta con frasi dalla sintassi tendenzialmente poco complessa: la limitazione a 140 caratteri e la velocità della pubblicazione tipiche di Twitter spingono gli utenti ad usare abbreviazioni e un linguaggio ancora più immediato e colloquiale di quello utilizzato su blog e comunità online.
Come si legge nelle FAQ di Tweetfeel, non sempre lo strumento riesce ad assegnare un sentiment ai messaggi che citano la stringa cercata. Divertendosi con le ricerche su Tweetfeel, si nota subito che i tweet per cui funziona la lettura automatica del sentiment presentano strutture semplici e ricorrenti. In particolare, il sistema riesce a attribuire gradimento:
a) alle frasi che presentano struttura sintattica estremamente semplice, caratterizzate da verbi o aggettivi fortemente caratterizzati come positivi o negativi. Per esempio, Tweetfeel riconosce le frasi positive del tipo “X is Awesome”, “X rules”, “X is amazing”, “I’m a fan of X” , ” X Rules”, ” X Rocks “, ” I need X” e le frasi negative quali “I hate X”, “X sucks”.
b) grazie agli acronimi usati per esprimere una valutazione, come FTW (For the win) o WTF (What the fuck!):
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CANT WAIT UNTIL WEDNESDAY!!! Google Wave FTW
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Fuck Google Wave wtf is the point of it u can communicate on MSN too
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screw Google Wave. I’ve been invited to Google WAR! it obliterates the calendars and IM conversations of others via drone missiles.
c) gli hashtags, in particolare quelli negativi. Per esempio, #fail risulta molto usato:
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@OnnaVonSun lol I wudn’t no – lifetyme #fail lol – twilight #fail :-p lol
Tuttavia Tweetfeel registra anche alcuni tipici errori, ad esempio:
a) ambiguità lessicale: sebbene il tweet Jim rome sucks sia valutato correttamente in modo negativo, lo strumento non riconosce la differenza tra Rome (città) e Jim Rome (commentatore sportivo)
b) errore nell’identificazione del sintagma:
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@bongkersz Nobody in twilight is good-looking XD Apart from some of the girls
questo tweet risulta valutato positivamente in quanto Tweetfeel riconosce come sintagma “twilight is good-looking” e non “Nobody [...] is good-looking”;
c) errore nell’analisi della parola:
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I need a loving and caring beautiful lady
Il termine “loving”, usato come aggettivo, viene riconosciuto e trattato come nome. Di conseguenza l’affermazione viene valutata positivamente, sebbene non contenga espressioni di gradimento.
d) mancato riconoscimento della punteggiatura:
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@xavier69 did you talk to madonna???? wtf!!!
are you serious?
Qui non compare nessuna espressione di gradimento, però Tweetfeel interpreta “madonna [...] wtf” come negativo.
d) Incapacità di riconoscere le espressioni dal significato “non letterale”:
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@haveboard <sarcasm>Google Wave is awesome</sarcasm> http://bit.ly/19TOQO
Questo tweet viene valutato positivamente, nonostante sia chiaramente indicato che il tono è sarcastico.
Possiamo concluderne che Tweetfeel si dimostra un sistema interessante anche perché soggetto a tipici errori causati dall’imprevedibilità delle combinazioni linguistiche dotate di significato. Giocando con la finta semplicità dei 140 caratteri, Tweetfeel svela le piccole soddisfazioni e le sfide sottili proprie di ogni sistema di analisi automatica del linguaggio.
Quali obiettivi di business perseguire con le attività di social media marketing?
October 5, 2009 by Segreteria del Master
Categoria Diario di bordo, Guest Writing
Pubblichiamo un guest post scritto per il nostro blog da Daniela Trifone, Search Engine Marketing Consultant presso Sems nonché relatrice del Master in Social Media Marketing & Web Communication di Scuola di Comunicazione IULM.
Stai pensando di avviare un’attività di social media marketing ma non sai come muovere i primi passi? Allora continua a leggere perchè questo articolo è pensato per te.
L’argomento dei media sociali è molto caldo in questo periodo e la voglia di essere presenti a tutti i costi prima dei competitor può farci scordare gli aspetti più importanti per impostare una solida strategia di presidio lasciando ampio spazio a messaggi incoerenti tra i diversi canali e implementazioni di livello scadente.
Partire fin da subito dalla scelta dei network da presidiare e di quella dei tool per rendere più rapido il proprio lavoro, è un metodo di lavoro limitante che permette di cogliere solo una piccola parte dell’enorme potenziale di un approccio sociale nella comunicazione di un’azienda.
Sui social media, così come sui canali tradizionali, non esiste un solo modo corretto di pianificare una strategia; le varianti efficaci sono infinite, ma ciò che può fare la differenza fin dalla genesi del progetto è la scelta dell’obiettivo corretto.
Avviare una campagna promozionale per incrementare il fatturato complessivo della propria azienda è il fine ultimo di qualsiasi divisione marketing. E’ necessario però identificare specifici obiettivi di business da condividere tra tutte le attività del piano di marketing per valutare correttamente il successo del marketing mix adottato in base ai ritorni economici diretti generati ma non solo.
Così come avviene nella definizione della strategia di marketing per i canali tradizionali, allo stesso modo anche gli obiettivi delle attività di social marketing dovranno derivare da quelli più generali dell’azienda, cercando di supportare, anche con la più piccola delle attività, oltre che l’incremento del fatturato complessivo anche la risoluzione dei problemi legati al business facendo fronte alle criticità del mercato di riferimento.
Solo dopo aver definito i nostri obiettivi di marketing potremo concentrarci su come integrare la strategia di presidio dei social media con le altre attività promozionali in corso online e offline per passare infine all’azione vera e propria.
Vediamo ora insieme alcune ipotesi di obiettivo e relative possibili azioni di social media marketing in grado di supportare un’azienda nella sua crescita.
Obiettivo 1 – Ottimizzare il processo di ricerca e sviluppo prodotti avviando un dialogo con i propri clienti
Esempio di possibile attività di social media marketing:
Incentivando il dialogo nei confronti del brand, è possibile raccogliere idee per il miglioramento dei prodotti, valutando l’importanza che la singola innovazione ricopre agli occhi dei clienti stessi.
Un caso concreto: nel mulino che vorrei – Laboratorio di cogenerazione delle idee Barilla
Un caso concreto: IDEASTORM – La community di Dell
Obiettivo 2 – Valorizzare un elevato livello di soddisfazione degli utenti di servizi customer care
Esempio di possibile attività di social media marketing:
Intervenendo in maniera tempestiva e trasparente anche su canali sociali per il supporto di clienti in difficoltà, è possibile valorizzare un vantaggio competitivo altrimenti difficilmente riscontrabile da utenti che non hanno mai avuto modo di usufruirne.
Oltre ad un ritorno di immagine diretto, è inoltre possibile integrare un’attività di social customer care con un’attività di PR per dare maggiore risalto al nuovo servizio.
Un caso concreto: customer care Dell su Twitter
Obiettivo 3 – Rendere più efficiente la ricerca di nuovo personale
Esempio di possibile attività di social media marketing:
Non è detto che l’utilizzo dei social media richieda in tutti i casi un contributo attivo: come sempre più responsabili HR fanno, la ricerca di personale altamente qualificato attraverso lo scouting di candidati su social network verticali (Linkedin, Xing, etc ), può rappresentare un’alternativa molto efficiente rispetto alle metodologie di ricerca classiche, permettendo una selezione più rapida ed efficace.
Obiettivo 4 – Conoscere meglio il punto di vista dei clienti sui propri competitor
Esempio di possibile attività di social media marketing:
Pregi e difetti di ogni prodotto sono sulla bocca dei consumatori in rete, anche in questo caso attraverso un’attenta attività di ascolto delle conversazioni online, stavolta però sui prodotti della concorrenza, potremo sfruttare i punti deboli individuati dagli utenti per distinguere in maniera significativa la nostra offerta.
Obiettivo 5 – Incrementare la fedeltà dei clienti
Esempio di possibile attività di social media marketing:
E’ possibile implementare azioni di fidelizzazione specifiche per ogni canale presidiato dalle attività di social mkt, oppure al contrario allineare la comunicazione sui social network alla principale campagna di fidelizzazione in corso: la fidelizzazione passa anche attraverso i media sociali che possono avere una marcia in più se permettono all’utente di rimanere aggiornato, magari attraverso un feed RSS.
Un caso concreto: hotels.com crea offerte ad hoc per il pubblico Twitter
Obiettivo 6 – Mantenere il controllo del proprio brand come fonte di informazioni ufficiali sui propri prodotti
Esempio di possibile attività di social media marketing:
Così come sui canali tradizionali facciamo attenzione che tutte le comunicazioni ufficiali sui nostri prodotti provengano dalla nostra azienda, allo stesso modo dobbiamo tutelarci affinchè online al nostro nome – nick/alias/account – non rispondano altri utenti: per evitare furti di identà è opportuno registrare il brand in ogni community/sito di interesse che si incontra, anche se non si ha l’intenzione di sfruttarlo per intervenire attivamente.
Un caso concreto: Topolino su Facebook – (Un)official fan page
Obiettivo 7 – Diffondere informazioni commerciali aggiornate su canali altrimenti non coperti
Esempio di possibile attività di social media marketing:
Sfruttare i canali aperti su network sociali per diffondere anche, ma non solo, informazioni commerciali aggiornate (spot/banner/flyer…) presentate su altri media, permette la stimolazione di utenti in target e la valutazione diretta dei loro feedback nei confronti delle campagne in essere e dei prodotti promossi.
Un caso concreto: D&G su Flickr – campagna 2008
Obiettivo 8 – Incrementare traffico verso il sito corporate
Esempio di possibile attività di social media marketing:
Presidiare canali sociali popolati nel proprio mercato di riferimento può essere un ulteriore modo per veicolare traffico al sito corporate, affiancando e sostenendo, tra l’altro, anche le attività SEO per la valorizzazione sui motori di ricerca.
Di esempi se ne potrebbero fare molti altri, ogni business ha necessità specifiche che rendono unico il mix di attività sociali più adatte ad esso. Una costante però rimane invariata: prima di procedere con qualunque implementazione è sempre necessario riflettere su quali obiettivi perseguire attraverso le attività di promozione sociale.
E tu, su quali obiettivi di business stai pensando di incentrare le attività di social media marketing per la tua azienda?
Come ti trasformo una lezione al Master con Twitter: il caso IULM
September 12, 2009 by Segreteria del Master
Categoria Diario di bordo, Guest Writing
Nei giorni scorsi è apparso su Il Giornale un articolo scritto a due mani da Marco Massara, uno dei nostri docenti del Master (che cura la rubrica settimanale Tech&Web sul quotidiano) e Michela Simoncini, studentessa del Master che fa regolarmente il live blogging delle lezioni su Comunicatestesso.com.
L’articolo riassume gli eventi che si sono svolti in aula durante una lezione sulla web analytics. Eventi che definiamo particolarmente significativi per l’influenza che gli strumenti di web 2.0 (in particolare Twitter, Friendfeed e blog) hanno avuto sull’andamento della lezione stessa, principalmente per i seguenti motivi:
- si è potuta sfruttare la rete di contatti esterni su vari social network per avere altri punti di vista su uno stesso argomento
- è stata favorita l’interattività in tempo reale tra l’aula ed il mondo ‘esterno’
- il tutto ha fatto sì che nascessero nuovi spunti di riflessione ricevendo nuova linfa dall’esterno e condividendo la conoscenza tra tutti i partecipanti
Vi invitiamo a leggere l’articolo nella sua versione integrale e a condividere con noi le vostre esperienze di partecipazione ‘allargata’ 2.0 indipendentemente che siano avvenute in campo didattico, lavorativo o in un qualsiasi altro momento della vostra giornata in cui i nuovi strumenti social 2.0 hanno fatto la differenza.
Mauro Lupi – 13 marzo 2009
March 21, 2009 by Segreteria del Master
Categoria Guest Writing
Mirko Pallera – 28 Febbraio
March 3, 2009 by Segreteria del Master
Categoria Guest Writing
Mirko Pallera riassume brevemente il contenuto della sua lezione
Mirko Lalli – 27 febbraio
March 3, 2009 by Segreteria del Master
Categoria Guest Writing
Mirko Lalli, Fondazione Sistema Toscana, parla della lezione di venerdì 27 febbraio
Alex Giordano – 21 Febbraio
March 3, 2009 by Segreteria del Master
Categoria Guest Writing
Alex Giordano riassume brevemente le guidelines della lezione di sabato 21 febbraio






