Laboratorio di Social Media Analytics
November 26, 2012 by Segreteria del Master
Categoria Diario di bordo, Guest Writing
Riprendiamo volentieri un post che Leonardo Bellini ha scritto sul suo blog per fare il punto sulla lezione che ha tenuto al Master, che ha trattato il tema della Social Media Analytics. Lo ringraziamo per il suo contributo, interessante come sempre!
Ieri mattina ho tenuto una lezione sul tema della Social media analytics al Master in Social media marketing dello IULM; durante la preparazione della lezione ho pensato a come impostare il mio intervento.
Da una parte volevo infatti dare un inquadramento alla materia, descrivendo alcuni modelli (come quello proposto da Altimeter Group) per la Social media analytics, dall’altra volevo dare un taglio pratico, provando a spiegare le difficoltà che devono affrontare i Marketing Manager per giustificare con numeri, tabelle e risultati tangibili (e verificabili) gli investimenti sostenuti per i loro progetti di social media marketing. Infine, come terzo aspetto, desideravo coinvolgere e stimolare gli studenti a ragiornare su come impostare un Social ScoreCard per un progetto Social Media…
L’articolo continua a questo link.
Mountain View andata e ritorno: due giorni indimenticabili negli Headquarter di Google
November 6, 2012 by Segreteria del Master
Categoria Guest Writing, La Parola agli Studenti
Pubblichiamo con piacere questo contributo di Alessandro Bracciani, uno studente del Master che si è guadagnato l’opportunità di partecipare all’AdWords Community Summit 2012, direttamente negli Headquarter di Google, insieme ad Andrea Testa, docente che ha seguito l’Aula 1 del Master nella Google Online Marketing Challenge.
La premessa
Non capita tutti i giorni di essere invitati a partecipare ad un evento importante. La straordinarietà della cosa si rende ancor più manifesta se si pensa a chi era l’organizzatore dell’evento: niente meno che Google. Inizia così il racconto di due giorni californiani brevi e intensissimi, ospiti dell’AdWords Community Summit 2012, il meeting annuale dedicato a top contributor e utilizzatori della piattaforma di pubblicità online più usata al mondo. La location è il Google Plex, il quartier generale del gigante di Mountain View, un’amena località adagiata in quel pezzo di Stati Uniti che si stende lungo e stretto tra la Baia di San Francisco e la città di Cupertino, sede della celeberrima Apple.
Ma procediamo con ordine: la mia avventura era cominciata qualche tempo prima…
Siamo alla vigilia delle ferie estive, è fine luglio, e Andrea Testa (mio docente di AdWords al Master IULM in Social Media Marketing e Web Communication che sto frequentando da gennaio) mi invita a partecipare a un contest, lanciato sulla Community Italiana Adwords, che recitava testualmente: “Hai mai sognato di andare a Mountain View in California e visitare la Sede Centrale di Google?”. La risposta non poteva che essere affermativa, soprattutto per chi, come me, lavora nel web da oltre 12 anni. Preparo quanto richiesto, lo invio e parto per il mare senza pensare più di tanto al concorso, a Google e a Mountain View.
Invece pochi giorni dopo squilla il telefono, rispondo, e dopo un attimo di esitazione riconosco la voce di Andrea che con la sua inconfondibile cadenza toscana mi dice: “Complimenti Alessandro, quest’anno si vola assieme! Mi raccomando però, io voglio il posto corridoio sull’aereo, intesi?”. Balbetto un “sì certo, nessun problema” ma più per reazione automatica che perché realmente consapevole della portata e del senso della sua telefonata. “Presto – prosegue Andrea – ti contatterà Google per i dettagli. Ciao, buone vacanze”.
Ero stato scelto! Google mi avrebbe portato in California per partecipare al Summit Mondiale delle Community AdWords: euforia pura, un mix di incredulità e soddisfazione, una di quelle cose che capitano una volta nella vita.
L’esperienza
Il viaggio per il Summit comincia da Pisa la mattina del 15 ottobre. Ci aspettano 16 ore di volo, 3 scali e 9 ore di fuso. Arriviamo a tarda sera a San Francisco: all’aeroporto ci aspetta un autista in impeccabile completo scuro che ci fa salire un una Buick nera e ci accompagna in hotel. Tempo di salire in camera, farmi una doccia veloce e svengo sul letto. Dormo circa 5 ore (ma a me sono sembrati 5 minuti) e suona impietosa la sveglia: entro le 7.30 devo registrarmi al Summit. Scendo alla reception del Marriot dove mi aspetta già Andrea con in mano una tazza fumante di “caffelatte tall” acquistato allo Starbuck dell’hotel. Ci viene incontro una sorridente Justyna (una delle responsabili del Team Community) che, espletate le pratiche burocratiche della registrazione, ci dota di pass e ci omaggia con una serie di gadget di benvenuto. Poi via sulla navetta che ci porta al quartier generale di Google dove, dopo una lauta colazione, inizia il summit. Si parla di tutto, di presente e di futuro, di sviluppi e recenti implementazioni, di modalità di partecipazione e possibilità di crescita professionale. Il team italiano, capitanato dalla preziosa Viola Gauci e composto dai tre Top Contributor (Andrea Testa, Filippo Trocca e Mauro Gadotti) e da tre utilizzatori della Community (tra cui anche il sottoscritto), si mette subito in evidenza con proposte e istanze ben accolte dagli altri membri delle Community mondiali. Gli scambi di idee sono fitti e proficui, ci sfilano davanti agli occhi “evangelisti” della web analytics come Avinash Kaushik, project manager della piattaforma AdWords, responsabili vari dei team della Google, e ci si rende immediatamente conto di avere tra le mani una grande opportunità, quella cioè di parlare di web con chi il web lo DECIDE a livello mondiale. I momenti di studio e di project work si alternano a momenti partecipativi e di svago (in questo senso un plauso va ad Eric Feròn e al suo magnifico team) e purtroppo scivola via anche la seconda giornata di Summit. Prima di salutarci però ci aspetta il simpaticissimo momento degli “AdWords Superheroes”: premi dati ai Top Contributors che si sono maggiormente distinti nel corso dell’anno per attività e contributi dati alla Community. Neanche a dirlo, Andrea si è aggiudicato un premio per il secondo anno di fila: l’Award conquistato è il “Super Author” per il fondamentale apporto nel creare numerosi articoli di alta qualità in brevissimo tempo.
Chiusa (a fatica) la valigia torniamo in aeroporto per iniziare il viaggio di ritorno: oltre a qualche immancabile regalino per familiari e colleghi riportiamo a casa tante idee, proposte di collaborazione e nuove amicizie.
Arrivederci Google, ci si vede (si spera) il prossimo anno!
Le Nuove Professioni del Web: verso un “Codice Umanistico”
August 3, 2012 by Segreteria del Master
Categoria Guest Writing
Un paio di settimane fa, grazie alla classica serendipity scatenata dall’incontro con Andrea Genovese a un evento di settore, mi ritrovo in IULM a presentare il libro e il progetto sulle Nuove Professioni del Web al Master in Social Media Marketing e Web Communication.
La premessa verte sul concetto di “Codice Umanistico”.
Il web non è più un luogo per soli smanettoni. Ai professionisti che lavorano dentro al codice, sviluppando e modificando le basi della rete e quindi il Codice Informatico, si affiancano oggi nuove figure, abili nel muoversi sopra un altro codice, creando e curando contenuti, gestendo relazioni e network, pianificando campagne di advertising, interpretando dati di navigazione e conversazioni, ottimizzando la visibilità su motori di ricerca e media sociali, sviluppando meno struttura e più espressione. Un Codice Umanistico, appunto. Che non si presenta come simbolo algoritmico intermediatore del risultato finale, ma è direttamente contenuto, costruito dai professionisti in modalità WYSIWYG: What You See Is What You Get.
Secondo aspetto: le capacità di un professionista del web di 2.0 si basano ancor prima che su competenze specifiche, su attitudini generali:
- Real-Time Attitude: attitudine alla gestione del tempo reale
- All-line Attitude: attitudine all’integrazione strategica di online e offline
- Transolving Attitude: attitudine ai contenuti crossmediali e co-creati con l’utenza
- Innovhunting Attitude: attitudine alla selezione, filtro e aggregazione di fonti e news
Pur se in misura diversa, ogni attitudine deve essere assimilata dai nuovi professionisti digitali. Eccoli:
- Transmedia Web Editor: il Creatore dei contenuti
- Content Curator: l’Aggregatore e Curatore di fonti e notizie
- Community Manager: il Portavoce e Portabandiera delle community
- Digital PR: l’Architetto delle people relations
- All-line Advertiser: lo Stratega della promozione integrata
- e-Reputation Manager: il Guardiano del word of mouth
- Web Analyst: l’Interprete della navigazione degli utenti
- Search Engine Optimizer (SEO): l’Ottimizzatore della visibilità su motori di ricerca e media sociali
Alcuni di essi lavorano quasi completamente sul Codice Umanistico, altri devono avere dimestichezza anche con il Codice Informatico. Ognuno possiede un talento specifico, utile a eccellere nella professione. Infine, tutte le professioni sono strettamente interconnesse e convergenti: è necessario acquisire una conoscenza di base di tutte. Questo anche per motivazioni pragmatiche: aziende e agenzie si aspettano e premiano chi possiede un know-how a 360 gradi ed è pronto a passare, ad esempio, dalla gestione della community alla promozione della stessa e all’analisi dei dati di navigazione connessi.
Con Andrea e gli studenti del Master si è acceso un dibattito interessante su cosa si intendesse con competenze, attitudini, talenti e quali fossero le linee di confine tra gli uni e gli altri.
Dallo scambio riprendo una questione che merita approfondimento e analisi critica:
“Il web di relazione ha effettivamente portato alla ribalta nuove attitudini e talenti da sviluppare per i professionisti, o si tratta di qualità già note declinate su mezzi mediatici inediti?”
Qualche anno fa Nicholas Carr si chiese se “internet non ci rendesse stupidi”. Lo scorso anno Nick Bilton rispose un secco “no”, spiegando nel saggio I live in the future che l’approccio a internet, per sua natura multitasking e in tempo reale, necessita però di un adattamento della nostra mente a nuove dinamiche, di “rimbalzo costante”. E, aggiungo, di un’estrema attenzione verso la bolla del pensiero unico, la “Filter Bubble” tratteggiata da Eli Pariser, capace di contagiare gli utenti della rete nascondendoci l’alternativo da noi e orientandoci al consueto.
Anche i nuovi professionisti del web rischiano di finire stupidi e contagiati?
Quando il successo è… “correlato”!
July 27, 2012 by Segreteria del Master
Categoria Guest Writing, La Parola agli Studenti
Con questo post, il gruppo di lavoro composto da Alessandro Bracciani, Claudia Caroleo, Stefania Cicoria, Licia Manfredi e Fabio Muzzupappa ha voluto raccontare il lavoro svolto per la Google Online Marketing Challenge, seguita da Andrea Testa. Li ringraziamo per il contributo e per l’entusiasmo!
Vi raccontiamo la storia di una sfida che ha un gusto pieno, come il protagonista della nostra campagna AdWords: l’aceto Balsamico DOP e IGP di Modena.
Un prodotto prezioso, pieno di un sapere che vive, custodito per anni, in barili secolari, nella penombra di silenziose acetaie, nelle parole di chi lo produce da generazioni.
Come riuscire a decontestualizzare un prodotto così profondamente legato al territorio per catapultarlo nella rete digitale? Come conservare tutta la magia dell’Aceto Balsamico Pedroni nelle poche battute di un annuncio AdWords?
Saremmo mai riusciti a scaldare i cuori degli utenti, stimolando click e conversioni?
L’ANTAGONISTA
Da un benchmark nel web l’ostacolo risultava chiaro: un popolo agguerrito di acetaie era pronto a tutto pur di comparire in “prima pagina”… in risposta alle query “aceto balsamico”, “aceto balsamico tradizionale” ecc.
L’Acetaia Pedroni era questo ed altro.
Era tradizione, qualità, sapere secolare. Come tutte le migliori acetaie.
Ma le regole del mercato spesso sono spietate e percorrere una strada nuova, poco battuta, spesso è vitale per essere primi!
LA STRATEGIA D’ATTACCO
Il nostro obiettivo di marketing era chiaro: era necessaria una strategia originale. Bisognava proporre una nuova chiave di “utilizzo-lettura” dell’aceto balsamico tradizionale Pedroni, spostandolo da un mercato altamente competitivo e saturo, già ampiamente presidiato dalla concorrenza (quello del prodotto visto in chiave “tradizionale”), ad un territorio più “libero” e attrattivo, in cui l’aceto balsamico poteva vestirsi di nuovi valori per incontrare la domanda di una fetta di consumatori fino ad allora mai approcciata.
E da qui il nuovo posizionamento: l’aceto balsamico tradizionale Pedroni doveva essere veicolato come un prodotto esclusivo, raffinato e ricercato, che presentava aspetti legati alla sensorialità e alle emozioni. Diventava uno “strumento di seduzione”, l’ingrediente “speciale” per esaltare i piatti, sorprendere e aggiungere appeal. Il nettare complice di incontri speciali.
IL NOSTRO GRANDE ALLEATO?
“Google correlate”!
Estrapolando il pattern della parola “aceto balsamico” su Google Correlate, sembrava esserci un accordo temporale con la chiave “intimo”.
Da qui l’illuminazione: “potrebbe esistere una correlazione tra la ricerca di seduzione e l’arte culinaria. L’abbinamento col pregiato balsamico potrebbe essere un veicolo di conversione se proposta nella rete display di portali e siti web dedicati appunto all’abbigliamento intimo, ma anche all’arte del sedurre.”
A CHI?
Dove avremmo trovato i più appassionati consumatori di aceto balsamico in chiave seduttiva?
In un target mediamente giovane: 30/50 anni, in particolar modo single, di estrazione culturale/sociale medio-alta. Un fascia di utenza fatta di intenditori (tutti coloro che prestano attenzione al “gusto di classe” e che avrebbero visto nell’aceto balsamico DOP/IGP il valore aggiunto per “impreziosire” le proprie creazioni e stupire a tavola) e i seduttori (la fascia di consumatori altamente sensibile a tutto ciò che poteva rappresentare “novità” in fatto di seduzione e “arte della seduzione”)
DOVE SCOVARLI?
Dopo aver individuato in “aceto balsamico”, “ricette” e “seduzione” i nostri cluster principali su cui sviluppare i 3 gruppi di annunci… un occhio alla geo-localizzazione:
esisteva un’area geografica italiana più predisposta a recepire il nostro messaggio?
Google Insight, alla ricerca “aceto balsamico”, diceva di sì: Milano, Bologna e Roma erano il nostro obiettivo! Un mercato saturo, bisognoso di novità… e quindi probabilmente interessato all’aceto balsamico presentato in una nuova veste.
E DA QUI IN POI, IL RESTO È STORIA:
ovvero 3 settimane di osservazione e continui aggiustamenti della nostra campagna su piattaforma Google AdWords.
1) Rete di ricerca Google con annunci di testo, ideati secondo le regole più attente della persuasione: headline accattivante, body di approfondimento e finale “call to action” per motivare i click e far atterrare gli utenti su landing page in duplice versione:
a) download ricette per una serata romantica
b) acquisto online dei prodotti (prezzi da intenditori e… da capogiro, in alcuni casi!)
2) Rete display con annunci testo e immagini.
E FINALMENTE IL TRAGUARDO!
Non solo impressions, non solo click, ma anche conversioni e un CTR di quasi il 3%!
Per ora, missione compiuta! Non resta altro che attendere i risultati di graduatoria finale della Google Online Marketing Challenge 2012. A prescindere dal piazzamento, però, possiamo già dire di aver appreso l’utilizzo strategico di questo strumento.
Google Analytics Lab
June 6, 2012 by Segreteria del Master
Categoria Guest Writing
Segnaliamo questo contributo che Leonardo Bellini, che ha seguito le due classi del Master nel laboratorio di Web Analytics, ha pubblicato per il suo blog.
Eccomi qui, in una domenica uggiosa di metà maggio, a scrivere un breve resoconto delle prime lezioni di quest’anno al Master Social media Marketing dello IULM; come l’anno scorso anche quest’anno terrò un Laboratorio su Google Analytics; solamente quest’anno si raddoppia in quanto in questa IV Edizione le Classi sono 2 (bel segnale per chi si occupa di Social media e Digital in generale, l’interesse aumenta e la domanda di capire sempre di più aumenta); come anticipato in un mio post precedente, ho strutturato il GA Lab in 4 moduli;
Ecco il Primo Modulo…
L’articolo continua a questo link.
Leonardo Bellini
28 sfumature di Google AdWords
May 31, 2012 by Segreteria del Master
Categoria Guest Writing
Pubblichiamo con piacere un intervento di Andrea Testa, che ha seguito l’Aula 1 del Master nella Google Online Marketing Challenge.
Quando ho accettato – e con entusiasmo – di formare una delle due classi del Master in Social Media Marketing & Web Communication nel SEM con focus sulla piattaforma Google AdWords e di seguirla e guidarla nella Google Online Marketing Challenge, avevo in mente un solo obiettivo. Vincere.
Un obiettivo che probabilmente è insito nella mente di chiunque faccia qualcosa pensando all’interesse del gruppo. Ma anche di chiunque pensi al potenziale di maturazione che deriva da un contesto di partecipazione costruttiva e brainstorming. In generale, ad alimentare un processo di crescita sono tutti quegli input che vengono proposti con appassionato impeto e interesse per raggiungere un obiettivo.
La chiave della Challenge è proprio questa. La sfida.
Challenge, da vocabolario, ha varie accezioni. È un sostantivo che indica una “impresa difficile”. Ma è anche un verbo che suggerisce la “provocazione”.
Facciamo un passo indietro.
Quando mi si chiede di spiegare come funziona AdWords faccio sempre il solito esempio. Dico sempre: “Conoscete Photoshop? Bene… nel fotoritocco si usa un ventaglio di strumenti per raggiungere uno scopo, ma questi sono illimitati e non ne esiste uno migliore dell’altro. Sono semplicemente l’esperienza o la capacità d’uso a suggerirti quale strumento usare. Quindi chi dice di sapere usare Photoshop probabilmente afferma il vero, ma solo nell’ambito delle proprie necessità”.
Questo vale anche per Google AdWords.
Io posso spiegare come lo uso io, sapendo ovviamente che è il mio lavoro e che quindi sto proponendo – seppur soggettivamente – la miglior soluzione possibile per ottenere un risultato.
Però attenzione: il risultato è parte del diverso significato del termine challenge.
Mi spiego meglio: l’impresa è difficile perché ciascuno è diverso dagli altri. Non solo a livello di scelte di lavoro personali, ma anche relativamente all’ambito di intervento che sceglie, o al raggiungimento di una conversione – per parlare con i termini di Adwords – all’interno della Challenge stessa.
L’obiettivo personale può essere quello di addentrarsi nel keyword advertising e l’obiettivo della Challenge può essere quello di aumentare le vendite. Ma, per un’altra persona, potrebbe essere quello di analizzare i dati di navigazione e, nel suo core della Challenge, ottenere leads.
E allora subentra l’altro significato del termine, la provocazione, che in senso positivo – o direi propositivo, oppure, all’americana, pro-attivo – consente al gruppo tutto di agire simbioticamente per raggiungere lo scopo.
Imparare cioè a usare AdWords, magari non nel suo 100% di funzionamento meccanico-fisico, ma nel 100% delle sue logiche teoriche. Il gruppo si muove scardinando ogni credo, proponendo varianti, tanto suggerendo una chiave di lettura analitica quanto intervenendo in modo creativo. Parte un copy, entra un grafico, sorpassa un analista, interviene un esperto di programmazione e pure il guru dei social network.
E alla fine ti guardi indietro e dici: “Ho passato quasi 30 ore a spiegare come funziona una cosa… e ne esco arricchito anche io”. È vero. Ma non perché, come dice il proverbio, “non si finisce mai di imparare”, bensì perché è solo l’esperienza che ti rende più forte di prima e questa non esiste se ti chiudi nel tuo guscio.
Ho la fortuna di essere anche Top Contributor del Forum di Google AdWords, ho la fortuna di avere più di un migliaio di clienti, ho la fortuna di aver fatto il primo sito web nel 1993… insomma ho un sacco di fortune.
Ma nessuna è paragonabile a quella di poter condividere le mie competenze con persone che hanno necessità diverse dalle mie o da quelle dei miei clienti.
Ripeto, magari AdWords nelle sue logiche di funzionamento “meccaniche” verrà compreso con un po’ (o un bel po’) di esperienza in più, ma dal punto di vista teorico lo abbiamo affrontato e “afferrato”.
Il mio obiettivo era quello di vincere la Google Challenge. Non so come ci piazzeremo con i vari gruppi di lavoro, visto e considerato che sono diverse migliaia i partecipanti da tutte le parti del mondo. Sicuramente insieme una cosa l’abbiamo affrontata e vinta. Conosciamo 28 sfumature di funzionamento diverse di uno stesso strumento.
E non è poco.
Concorrenti: dall’invidia all’abbondanza
March 19, 2012 by Segreteria del Master
Categoria Diario di bordo, Guest Writing
Pubblichiamo una nota di Marco Massara, docente al Master in Social Media Marketing & Web Communication, apparsa originalmente sul suo profilo Facebook, con alcuni suoi pensieri sulla sua più recente lezione sul mobile marketing con Marco Ziero e Andrea Serravezza.
Mobile Marketing per l’Executive Master in Social Media Marketing by IULM.
Sono 4 anni che facciamo questa lezione insieme e ogni anno è una gran bella novità.
L’aver invitato sin dall’inizio Marco (Ziero) e Andrea (Serravezza) alla “mia” lezione è un vantaggio che potrei definire totalmente umano: vengono meglio le 8 ore di lezione (pù ritmata), gli alunni vedono un’amicizia nel lavoro, impariamo e domandiamo l’uno all’altro, ogni azienda alla quale apparteniamo ne trae beneficio e brand, troviamo nuovi Clienti, collaboratori, nuovi amici… e ogni volta il vedersi qualche ora fa partire una serie di spunti e il desiderio di creare un giorno, con l’altro, qualcosa di grande.
Certo siamo amici anche fuori, ma partendo dall’esperienza del lavoro mi accorgo che essere con-correnti può proprio essere un correre insieme. E non è romanticismo.
Correre insieme, ma con che criterio?
A fine lezione ho voluto chiarire che per me (per noi) l’economia, il bene economico non è una torta, concezione molto diffusa per la quale ciò che uno acquisisce è tolto ad altri (questa idea è all’origine dell’invidia)…: è invece una spirale dove ogni azione che risponde ad un bene per il Cliente e per se stessi allarga il mercato e le opportunità per tutti.
Il Master è un piccolo ma significativo esempio dove l‘abbondanza (a-fthonos) ha la meglio su quell’invidia (fthonos) che è il suo esatto contrario.
Geolocalizzazione: sicuri che funzioni davvero?!
January 12, 2012 by Segreteria del Master
Categoria Diario di bordo, Guest Writing
Adoro parlare di geolocalizzazione.
Mi piace perché è strettamente connesso al mondo degli smartphone e quindi ha molte implicazioni tecnologiche, oltre che sociali.
Ne ho parlato alle ultime lezioni tenute al Master in Social Media Marketing IULM, ne ho scritto nel capitolo di un libro, ne ho disquisito agli ultimi eventi dove sono intervenuto.
Insomma, sono proprio di parte.
Però ho osservato dei movimenti, ho visto delle cose e mi/vi faccio una domanda: siamo sicuri che il giocattolo non si è rotto?
All’ultimo IAB (2011) i numeri e le statistiche circa l’utilizzo del mobile e gli investimenti in questo segmento erano entusiasti. L’osservatorio del Politecnico di Milano ha fatto una classifica delle attività svolte con gli smartphone:
- social network
- messaging
- telefonate
…e mi fermo qua!
Google offre segnali positivi rilasciando, tra Ottobre e Novembre (2011) il servizio GoMo con il quale aiuta i proprietari di un sito web a realizzarne la versione compatibile con i device mobili, regalando linee guida e tool di verifica della compatibilità.
Lo scenario dipinto è rosa.
Però alcuni movimenti li ritengo sospetti, più che nell’ambito mobile, nel contesto della geolocalizzazione; vanno via a braccetto ma, effettivamente, non sono la stessa cosa.
Foursquare ha da poco rilasciato la sua ultima funzionalità: Radar.
La presentazione, naturalmente, è quella dello strumento che “agevola la vita”; il risultato è invece un qualcosa di invasivo e fastidioso che ti avvisa all’istante di una venue nei pressi invitandoti ad effettuare il check-in. Ora, tralasciando questioni legate alla batteria dello smartphone (immaginate di stare a Manhattan!), non vi sembra che sia un tentativo di spingere ancora di più l’utente a compiere il check-in? Che sia il segnale che la base dati, nonostante tutto, non ha ancora raggiunto la massa critica?
Di recente, con la novità associata agli eventi (non ancora disponibile in Italia), ha dato un ulteriore messaggio che va in una direzione sospetta: “No Longer About Where You Are, But What You’re Doing“, non si tratta più del dove, ma del cosa sta facendo l’utente. Ma non ci sono già Facebook e soprattutto Twitter per questo?
Gowalla, con l’ultima major release della propria applicazione, ha cambiato modello di business spostando l’attenzione, anche in questo caso, dal “dove” al “cosa” per mezzo delle storie e degli itinerari.
Facebook, per quello che concerne il prodotto Places, ha effettuato una manovra che parla chiaro: l’ha cancellato.
Il check-in è sempre disponibile, come funzione, nella schermata del wall (parlo dell’applicazione per smartphone), ma gli ha sicuramente fornito una minor visibilità, confermata da una dichiarazione “dietro front” degli interni.
Groupon, che ha una definita anima geolocal, è ancora uno dei più grandi punti di domanda dibattuti anche oltreoceano. Tra l’altro, in questo caso, ci sarebbe dovuto essere anche il marcato orientamento all’offerta commerciale ad incentivarne l’utilizzo. Ed invece…
Di nuovo: non è che il giocattolo si è rotto?
Poi, in Italia, purtroppo mi viene da pensare che forse non sia nemmeno mai partito.
Marco Ziero di MOCA Interactive
Visita la Toscana attraverso Foursquare
December 9, 2010 by Segreteria del Master
Categoria Diario di bordo, Guest Writing, La Parola agli Studenti
La Toscana ha lanciato la propria branded page su Foursquare il primo Ottobre 2010, diventando pioniera in Italia e tra le prime 10 DMO (Destination Marketing Organization) al mondo. Come mai ha deciso di fare leva su questo social network? Facciamo un passo indietro…
Ciao a tutti! Mi chiamo Michela Simoncini ed ho frequentato la prima edizione del Master in Social Media Marketing e Web Communication della Scuola di Comunicazione IULM.
Durante quel periodo ho avuto modo di allacciare parecchie amicizie e di entrare in contatto con svariate personalità di spicco appartenenti al mondo del web marketing italiano.
Contemporaneamente alla fine del master, ho cambiato lavoro e sono entrata a far parte del “social media team” messo insieme da H-art e finalizzato a sponsorizzare sul web e, in particolare, sui social media, il turismo e le eccellenze delle Regione Toscana.
Come ho avuto modo di dire recentemente in un’intervista ospitata dall’Osservatorio Italiano su Foursquare:
“Promuovere il territorio è uno dei nostri principali obiettivi. Per farlo, all’interno della campagna “Voglio Vivere Così” (creata appunto per promuovere le eccellenze della Regione Toscana nel mondo) utilizziamo il web e i social media e siamo sempre alla ricerca di strumenti innovativi per entrare in contatto con i viaggiatori ed instaurare con loro una relazione. Foursquare è una novità, riteniamo che abbia molte potenzialità ed ha i riflettori puntati contro, perciò abbiamo deciso di testare anche questo tool, che è perfetto per condividere tips di un territorio come la Toscana.”
Se il 2008 è stato l’anno di Facebook, il 2010 è stato l’anno degli LBS, Location Based Service, servizi basati sulla geolocalizzazione che hanno visto un impiego sempre maggiore (sia ludico che business) e direttamente proporzionale alla diffusione degli smartphone dotati di connessione internet veloce.
Noi del social media team, sempre alla ricerca di nuovi spunti, ci chiediamo costantemente: cosa può fare la Toscana per i viaggiatori? Come può rendere più interessante e facile una vacanza?
Le pagine customizzate di Foursquare ci sono sembrate utilissime in quest’ottica. Aggiungendo tra i propri amici un profilo “pro” come il nostro è possibile rimanere sempre aggiornati sui “tips” che vengono scritti in relazione a particolari “venue” (luoghi sulla mappa – città, paesi, ma anche esercizi commerciali etc.)
Abbiamo avuto modo di osservare come i Foursquare tips di Explore Chicago (prima DMO ad istituire una partnership con Foursquare a partire dallo scorso Febbraio 2010) e VisitPA (Maggio 2010) abbiano ottenuto un largo consenso di pubblico, perciò anche la Toscana ha voluto impiegare questo strumento per mettersi completamente a disposizione dei viaggiatori, strizzando sempre un occhio ai più geek.
Come si fa ad aprire una branded page su Foursquare? Beh ancora me lo chiedo!
Infatti, non si tratta di una pagina commerciale e non è possibile associarla ad una singola venue. Mentre per reclamare una singola attività commerciale basta cliccare su “Do you manage this venue? Claim here”, guadagnando così la possibilità di gestire alcuni “deals” relativi al proprio negozio reale, non esiste ancora un form dal quale attivare automaticamente una pagina customizzata.
E’ stata quindi messa in atto un’estenuante ricerca dell’indirizzo email esatto fino a che non siamo stati ascoltati. I risultati? A inizio Dicembre 2010, Visittuscany conta oltre 1.600 followers e 300 persone hanno già “seguito” i nostri consigli, segnalandoli come “to-do”, cose da fare.
Decisamente un buon inizio! E voi cosa ne pensate, vale la pena puntare su Foursquare? E come lo state utilizzando?
Un Social Media Reporter al Festival della Creatività 2010
November 9, 2010 by Segreteria del Master
Categoria Diario di bordo, Guest Writing, La Parola agli Studenti
Sono trascorse più di due settimane dal Festival della Creatività di Firenze e questi ultimi giorni sono stati ricchi di pensieri sulla frenesia di quelle giornate vissute così intensamente e sugli incontri che questo evento mi ha permesso di fare, sia in rete che in prima persona.
Da giovedì 21 a domenica 24 ottobre sono stato circondato da idee innovative e da grande entusiasmo, l’ambiente ideale per un festival che – come dicono gli stessi organizzatori – ha “l’obiettivo di liberare le energie creative e di rimetterle fattivamente in circolo coinvolgendo i cittadini e utilizzando gli spazi urbani vuoti, dando loro nuova vita e facendoli diventare nuovamente luoghi di aggregazione dove la creatività possa prendere forma“.
E’ il secondo anno che partecipo al Festival, nel 2009 come “semplice” visitatore, mentre quest’anno ho avuto l’opportunità di collaborare in qualità di Social Media Reporter. Il mio compito era principalmente quello di diffondere informazioni attraverso i social media più diffusi (Facebook, Twitter, Friendfeed, Foursquare, Tumblr ..) sui diversi eventi in calendario e riportare anche le mie sensazioni e opinioni in merito a ciò che stavo vivendo all’interno del Festival. #fdc10 è l’hashtag di riferimento con cui noi Social Media Reporter abbiamo “siglato” ogni comunicazione in rete. Per cui, facendo una ricerca con quel particolare hashtag sui social media o sui motori di ricerca, anche a distanza di tempo, si potranno trovare tutti i contenuti che sono stati creati da noi per il Festival della Creatività 2010.
Penso che un evento come questo, in grado di coinvolgere tanti giovani motivati esclusivamente dalla voglia di fare, imparare e condividere, sia un’iniziativa favolosa. La risposta sui social media é stata molto alta e la maggior parte delle persone che ci ha seguito ha trovato utile (e mi piace molto usare questa parola!) le informazioni trasmesse dai vari Social Media Reporter che, come me, si sono occupati di riportare quanto avveniva attorno a noi.
Gli eventi sono stati molti e in diversi luoghi: dalla Casa della Creatività, alla Biblioteca Oblate, al cinema Odeon, a quasi tutte le piazze di Firenze. Ho trovato geniale l’idea di coinvolgere tutta la città perché in questo modo si é ottenuto un forte senso di partecipazione tra gli abitanti, i quali si sono spesso trovati coinvolti nel Festival anche per caso.
Mi mancherà (e mi manca già!) l’ambiente che si è creato in quelle giornate, le corse tra un evento e l’altro alla ricerca di una presa della corrente per ricaricare la batteria dei miei essenziali strumenti di lavoro (smartphone e portatile), ma soprattutto mi mancheranno le persone con cui ho stretto amicizia in quei giorni e che spero di rivedere presto!
E tu ci sei stato? Che cosa ti è piaciuto di più?










