Come sviluppare un business plan per la creazione di un’Applicazione Mobile

Recentemente ho tenuto una docenza sul Mobile Marketing al Master in Social Media Marketing & Web Communication alla IULM. E’ sempre un piacere parlare e confrontarsi con persone giovani, preparate e motivate come quelle che ho trovato in aula; io ho provato a stimolarli invitandoli a cimentarsi con un’esercitazione. Il task proposto era il seguente:

“Immaginate di essere il Mobile Strategist (o più semplicemente il Direttore Marketing) di un’azienda X, che ha l’onore (o l’onere) di sviluppare un Business Plan per un’applicazione Mobile (in particolare per iPhone); come rispondereste a 10 domande che trovate nel documento che vi sto per consegnare?”

applicazioni_mobile_iphone

Ho suddiviso i partecipanti in 4 gruppi e ciascuno di essi ha ricevuto una busta dove all’interno vi era il nome di un’azienda su cui svolgere il progetto (scelte dal sottoscritto, Patrizia Re, Coordinatrice Didattica e Communication Manager del Master  e Tommaso Sorchiotti, Tutor del Master di quest’anno).

Le aziende oggetto dell’esercitazione proposta sono state:

Trussardi

MTV

  • Lidl
  • Poste Italiane

 

Ecco i punti in sintesi presenti nel mio template Doc:

1. Nome dell’applicazione: come chiamerai la tua applicazione in modo che possa essere facilmente trovata nell’App Store?

2. Target Audience: definisci la tua target audience utilizzando per la segmentazione  il modello Mobile Social Technographics descritto a lezione (superconnected, entertainers, communicators, talkers, inactives)

3. Mobile Value Proposition: qual è la proposta di valore associata all’applicazione? Offre qualcosa di utile, divertente, nuovo, differente, unico, esclusivo, innovativo..?

4. Obiettivi: quali obiettivi intendi raggiungere per la tua applicazione? Incremento di visibilità, generazione di lead, incremento di fatturato, raggiungere nuove fasce e segmenti di mercato, avvicinare e promuovere il brand mediante un nuovo canale, etc.?

5.Mobile experience model: utilizza il modello delle 6 C, descritto a lezione, per definire il corretto mix di ingredienti per la tua applicazione; le 6 C sono:

- Content
- Context
- Commerce
- Creativity
- Convenience
- Community

6. Mobile Benchmarking & SWOT: effettua un’analisi con applicazioni esistenti; ci sono applicazioni che soddisfano le medesime esigenze? Evidenzia punti di forza e debolezza della tua applicazione (es. Prezzo + competitivo, nuove funzionalità, contenuti dinamici, contestualizzazione, etc.)

7. Business Model: qual è il modello di business per l’applicazione? E’ coerente  con obiettivi e target? Si prevedono update successivi e se sì saranno gratuiti o a pagamento? Si prevedono evoluzioni dell’applicazione (nuova applicazione con contenuti o servizi evoluti, acquisto  in abbonamento di nuovi contenuti..) o creazione di nuove apps dopo la prima di lancio? Quali sono le strategie di pricing a supporto?

8. iPhone App su iTunes: crea la tua “Sales Page” su iTunes, scrivi i testi che descrivono la tua offerta, le funzionalità ed i servizi della tua applicazione; scegli con cura logo, screenshot, e tutte le info che vorrai pubblicare su iTunes.

9. iPhone app Marketing: in che modo promuoverai la tua applicazione? Qual è il marketing mix per la tua applicazione? Social, Buzz, Influencer marketing? Quali canali Social potresti utilizzare? Girerai un video di presentazione in anteprima? Utilizzerai un Mobile d Network come AdMob per pubblicizzarla?

10. Metriche e KPI per la tua app: mediante quali metriche misurerai il ritorno e l’efficacia della tua campagna di marketing per il lancio dell’applicazione? N° di download, vendite, contatti, Fatturato etc.?

Ecco il file con cui potete esercitarvi anche voi: IULM-esercitazione-Applicazione-Mobile

Se volete inviarmi i vostri elaborati (potete scegliere una delle 4 aziende), faremo poi un Webinar (data ancora da definirsi) in cui confronteremo i vostri lavori con quelli degli studenti del Master; potrebbe essere una bella iniziativa…vi aspetto!

Leonardo Bellini

Earth Day 2010: a Roma il GreenCamp dei giovani

Pubblichiamo con piacere il post di Micaela Fiorito, studentessa della prima edizione di questo Master in Social Media Marketing & Web Communication, ora impegnata in diversi progetti di comunicazione digitale, tra cui il blog SustainabItaly che ha l’obiettivo di mappare le migliori realtà italiane che operano nel settore della sostenibilità così come gli enti e le aziende che adottano un approccio etico e responsabile alle proprie attività.

Micaela si è fatta promotrice a tutti gli effetti delle tematiche relative alla Sostenibilità Ambientale organizzando a Roma un “GreenCamp” che si terrà proprio il 22 aprile 2010, in concomitanza con la 40° Giornata Mondiale della Terra.

Augurando a Micaela ogni successo, attendiamo un suo riscontro post-evento sui temi discussi e sui risultati della giornata. :-)

GreenCamp 2010 Roma

Il prossimo 22 aprile, milioni di persone in ben 175 Paesi festeggeranno la Giornata Mondiale della Terra con manifestazioni, meeting , eventi di ogni tipo e, soprattutto, con la voglia di celebrare la bellezza del pianeta che ci ospita e la sua importanza per la nostra vita.

L’ Earth Day è un’occorrenza nata nel 1970 negli Stati Uniti dalla volontà di un gruppo universitario di ricercatori ed ecologisti che volevano sensibilizzare l’opinione pubblica sulla necessità di tutelare e proteggere le risorse naturali a nostra disposizione.

Da allora, per ben 40 anni, questa celebrazione continua a ripetersi e sembra potersi definitivamente considerare al pari di un rito tradizionale, sia per i popoli occidentali che per quelli orientali.

Quest’anno, insieme a Nicolò Wojewoda, abbiamo deciso anche noi di contribuire a questa occasione organizzando un GreenCamp dedicato ai temi della Sostenibilità Ambientale.

L’evento nasce con l’intenzione di creare un’occasione di confronto e condivisione tra i giovani che hanno a cuore il futuro dell’ambiente e soprattutto buone idee in tema di sostenibilità.

Il GreenCamp si terrà a Roma

il 22 aprile 2010,

a partire dalle ore 10:00

in via Salaria 403 (sala riunioni – Villa Ada)

L’evento sarà realizzato nella forma di una conferenza aperta (tutti possono prenotare il loro intervento),

ed ha l’obiettivo di affrontare il tema dello Sviluppo Sostenibile su 3 dimensioni fondamentali:

1) Innovazione Tecnologica

2) Green Lifestyle e politiche ambientali

3) Comunicazione e Marketing

Durante la giornata sarà presentata la prima “GreenSurvey” dedicata ai giovani sul tema dello Sviluppo Sostenibile, e curata da Nicolò Wojewoda e Sustainab.Italy. I risultati del sondaggio saranno registrati sotto licenza Creative Commons (Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5) e condivisi con tutti i partecipanti registrati all’evento.

Inoltre, le opinioni raccolte saranno presentate da Nicolò Wojewoda durante la prossima riunione della Commissione per lo Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite, che si terrà a New York dal 3 al 14 maggio 2010. Nicolò è stato invitato a partecipare ai lavori della Commissione come rappresentante del gruppo Children & Youth (unico rappresentante Italiano), e sarà con noi durante il GreenCamp per raccontarci la sua esperienza e i suoi obiettivi in vista della riunione.

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Agenda (scheduling provvisorio)

10:00 AM -> Registrazione dei Partecipanti

10:30 AM -> Apertura GreenCamp 2010

10:40 – 13:00 AM -> Speech dei Partecipanti

13:00 – 14:00 AM -> Lunch Time

14:00 – 16:00 -> Plenaria di chiusura lavori

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Il GreenCamp 2010 non ha sponsor. Il nostro evento ha l’unico obiettivo del confronto e del networking tra persone interessate al tema della Sostenibilità.

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Per iscriversi:

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Sono previste modalità di ascolto e di coinvolgimento attivo anche nei confronti di coloro che non potranno partecipare fisicamente all’evento attraverso questi canali:

Le proposte che riceveremo attraverso questi canali saranno citate e discusse durante il GreenCamp!

Redigeremo anche un Report Ufficiale del GreenCamp in cui saranno indicati tutti gli interventi realizzati, e gli esiti delle discussioni avviate nelle sessioni di confronto. Il report verrà condiviso con tutti i partecipanti e con chi avrà segnalato i temi di discussione.

Purtroppo non avremo una connessione internet tale da poter gestire una diretta streaming (ci sarebbe piaciuto tantissimo!!), ma ci sarà un live twitting su https://twitter.com/GreenCampRoma. Per intervenire, utilizzare l’hashtag: #GCR2010

Una Toscana per il viaggiatore2.0

Pubblichiamo un guest post scritto per il nostro blog da Mirko Lalli, Responsabile Marketing e Comunicazione di Fondazione Sistema Toscana nonché relatore del Master in Social Media Marketing & Web Communication di Scuola di Comunicazione IULM.

In uno scenario in cui oltre due terzi degli utenti internet frequentano almeno un Social Network l’impatto di tali abitudini sulla vita dei singoli individui, e degli stessi viaggiatori, sono irreversibili. Non è futuro, è presente: i Social Media sono uno dei principali canali di comunicazione e gestione delle relazioni personali.

La Regione Toscana attraverso la campagna “Voglio vivere così” ha interpretato tempestivamente questo scenario aprendosi alle innumerevoli opportunità offerte da un approccio strategico ai Social Network, equiparandoli agli altri media nella promozione del proprio territorio nel mondo.

Per raggiungere questo obiettivo, la campagna ha coinvolto i media tradizionali – stampa, tv – ma soprattutto le applicazioni più innovative del mondo di internet, rappresentando il primo esempio di utilizzo sinergico dei diversi mezzi di comunicazione nel settore turistico.

lovemark_tuscanyLa strategia di comunicazione della Toscana, ideata e realizzata da Fondazione Sistema Toscana, punta dunque a riposizionare il territorio da Landmark a Lovemark, nel tentativo di far percepire, con modalità fortemente emozionali e personali, le diverse e affascinanti sfaccettature che caratterizzano questa terra: dal patrimonio artistico e culturale alla tradizione enogastronomica, dall’artigianato alla moda.

Il target a cui si rivolge è quello del viaggiatore, più che del turista, giovane, colto, esigente, attento ad un’offerta più di nicchia e meno canonica, fruitore di internet e dei social network piuttosto che delle agenzie di viaggio tradizionali.

Il concept che sta dietro il nome “Voglio vivere così” indica una precisa scelta: quella di una Toscana non solo da visitare, ma da amare e da vivere, da scegliere come stile di vita e di benessere. Una Toscana bella non solo per l’enorme patrimonio culturale e artistico presente, ma per una somma di diversi fattori e per le esperienze, anche emozionali, che può offrire.

La campagna nasce e si pone come obiettivo anche quello di accompagnare il viaggiatore prima, dopo e durante il soggiorno in Toscana con tutte le informazioni e gli strumenti di cui ha bisogno ragionando in ottica multipiattaforma.

La campagna, per questo, è fatta di persone per le persone: è stata creato un  social media team formato da 13 evangelist, che presidia ogni giorno più di 40 diversi social media e centinaia di blog, inondando di toscanità la rete, ascoltando le tendenze del web, intercettando i bisogni, le aspettative e le priorità del viaggiatore che vuole venire in Toscana.

In questo senso è prevista una serie di servizi web e mobile tra i quali un aggregatore del meglio dei contenuti generati dagli utenti dedicati alla Toscana, la mappa degli hotspot wifi, il social customer care, un servizio user generated dedicato agli eventi e l’applicazione di realtà aumentata  per iPhone già in via di approvazione da parte di Apple.

Le attività si orientano principalmente al coinvolgimento del pubblico internazionale. Oltre il 60% degli utenti proviene da fuori Italia. Nei primi due mesi il team ha confezionato oltre 3.000 contenuti originali con l’obiettivo di stimolare le conversazioni, generando oltre 12.000 reazioni e interazioni con il pubblico all’interno dei 45 presidi stabili tematici tra i principali Social Network generalisti e verticali sul mondo del turismo.

Un’altra attività fondamentale è quella relativa all’ascolto della rete. Più di 3.000 fonti vengono costantemente monitorate per estrapolare pensieri e conversazioni in rete che riguardano la Toscana. L’analisi delle centinaia di migliaia di messaggi provenienti da tutto il mondo, serve come base per monitorare l’operato del Team e per scoprire nuove evidenze utili a migliorare la percezione dell’offerta turistica del territorio.

La strategia di comunicazione della campagna ha previsto fin dall’inizio la realizzazione di concorsi on line che privilegiano gli eventi meno noti al grande pubblico. Partecipare a queste manifestazioni per un turista straniero significa partecipare alla vita, alla cultura, allo stile e alla storia del territorio. In palio, infatti, ci sono viaggi, ingressi a musei, a concerti e soggiorni in molte località toscane. Il concorso a premi, essendo un sistema di comunicazione ad alto coinvolgimento emotivo, consente di dare immediata notorietà a livello internazionale a luoghi, avvenimenti, eventi anche meno conosciuti.

Alcuni numeri della campagna nei primi due mesi di attività a regime:

  • Social network:

oltre 25 milioni di persone raggiunte tramite i social media

45 presidi stabili all’interno dei social network

400.000 visualizzazioni al giorno di contenuti relativi alla Toscana

1,2 milioni di contatti quotidiani

  • Concorsi

24 concorsi

17.000 premi in palio

17.000 visite online alla piattaforma concorsi web nel primo mese di attività

oltre 18.000 partecipanti a “squillami nei musei”, 1460 solo nei primi 15 giorni dal lancio

Mirko Lalli

Stai muovendo i primi passi come libero professionista sui Social Media? Allora leggi questo post

Stai pensando di avviare un’attività da libero professionista nei Social Media ma non sai come muovere i primi passi? In questo guest post Roberto Marmo, professore a contratto di informatica, relatore del Master in Social Media Marketing & Web Communication e autore dei libri “Creare applicazioni per Facebook” e “Promuoversi con i business social network” ti spiegherà il suo percorso professionale negli aspetti tecnologici dei social network che lo ha portato a scrivere libri e a partecipare a molte conferenze.

Mi chiamo Roberto Marmo e sono consulente informatico e professore a contratto di informatica presso la Facoltà di Ingegneria della Università di Pavia e Facoltà Scienze MM.FF.NN. della Università Insubria – Como. Ho conseguito il Dottorato di Ricerca nel riconoscimento di oggetti tramite visione artificiale ed elaborazione dell’immagine digitale.

Ho sempre avuto l’interesse per la divulgazione scientifica, che mi ha portato a leggere moltissimo e a frequentare corsi di scrittura tecnica e giornalistica. D’altronde, un ricercatore scientifico deve creare progresso, fare innovazione, ma deve anche comunicarla per farla conoscere, farne apprezzare i vantaggi, trovare fondi economici per le ricerche.

Il mio primo libro si chiama “Introduzione alla visualizzazione scientifica”. E’ nato dopo aver seguito un corso di specializzazione durante la mia attività di ricerca sulla visualizzazione dell’informazione in cui cercavo strumenti grafici per mostrare tante informazioni con la varietà di colori e forme. Stavo cercando informazioni e trovavo sempre tanto materiale in inglese e pochissimo in italiano, ho anche notato l’interesse di tante persone per l’argomento. Così ho deciso di mettermi alla prova radunando in un libro tutto il materiale che avevo raccolto per offrire un percorso attraverso cui formare le basi necessarie per approfondire l’argomento dando i riferimenti alle fonti da esplorare.

Nell’ambito della visualizzazione delle informazioni mi sono interessato al visual data mining per analizzare i dati di navigazione su internet e di uso dei sistemi per e-learning.

A metà del 2007 un collega mi suggerisce di iscrivermi a LinkedIN per cercare altri ricercatori con cui organizzare progetti e trovare opportunità di finanziamento. A ottobre 2008, su consiglio di un’amica, mi iscrivo a Facebook per tenermi in contatto con lei. Creo il mio profilo, ma inizialmente non lo uso attivamente; infatti, fino a gennaio 2009, ho solo la sua amicizia e nessuna fotografia.

A gennaio 2009 compro una rivista di informatica attirato da una copertina dedicata alla visione artificiale e vengo incuriosito da un articolo sulla programmazione di Facebook. Dopo poche righe già penso alle varie possibilità di elaborare informazioni sociali offerte dalla piattaforma per conoscere nuove persone, creare nuovi contatti, creare nuove forme di divertimento e di apprendimento. Mi metto quindi alla ricerca e raccolta di ulteriore materiale di approfondimento ed incomincio ad organizzarlo. Aver notato la mancanza di un libro in italiano mi fa accendere la classica lampadina in testa; mi prometto di non perdere questo treno in partenza verso un nuovo genere di programmazione. Ne parlo con Angelo Iacubino, programmatore e co-autore del libro, ed insieme scriviamo la proposta editoriale. Qualche editore non ci risponde, mentre l’editore FAG in poche ore nota l’opportunità e crea il contratto per noi. Ed ecco nascere in tre mesi il libro “Creare applicazioni per Facebook” dedicato ai linguaggi di programmazione FBML e FQL, come costruire un’applicazione Facebook, raccolta di esempi, come promuovere l’applicazione. Si tratta di un libro rivolto ai tecnici programmatori con esperienza di sviluppo su internet.

La parte più difficile del libro dal mio punto di vista è stata quella relativa alla stesura del progetto editoriale: non volevo fare una traduzione dai tanti libroni in lingua inglese. Io stesso prima dell’acquisto di un libro mi informo e cerco solo di comprare testi dai contenuti in grado di fornirmi un valore aggiunto e di portare a nuovi ulteriori sviluppi/vantaggi. Mi è tornata utile l’esperienza didattica universitaria, soprattutto è stata utile l’analisi delle mie necessità dopo aver letto quell’articolo per rispondere a domande del tipo: “D’accordo, fare un’applicazione Facebook mi piace e mi sarà utile, ma cosa devo attuare per fare il primo passo? Quali strumenti procurare? Come far nascere idee e scrivere il primo semplice software?” Forte di questa esperienze, ho cercato di scrivere qualcosa per mettere il lettore in grado di muovere da solo i primi passi per poi spiccare il volo, qualcosa di pratico con poche pagine e una copertura delle varie problematiche e possibilità di sviluppo per poi fornire le modalità per approfondire e aggiornarsi. Il problema del costante aggiornamento fa invecchiare rapidamente i libri di informatica, per cui ho creato un sistema di aggiornamento e creazione di comunità di persone interessate attraverso sito internet, fan page Facebook  per promuovere il libro e gruppo per avviare discussioni tra i lettori.

Dopo l’uscita del libro a metà giugno ho avviato la campagna di promozione delle vendite tramite la stesura di articoli, interviste, e la segnalazione del libro stesso a esperti e organizzatori di eventi nel settore. A tal fine, ho approfondito le tematiche del personal branding come descritto nel post del blog del Master in Social Media Mkg.

Sono così stato invitato come relatore a eventi come GTForum 2009, Social Money, SMAU, Facebook Garage Developer, IBM e altri seminari in varie università italiane. Una mattina apro la mia posta elettronica e trovo un messaggio degli organizzatori del Master in Social Media Marketing IULM che mi invitano a tenere un ciclo di lezioni poiché mi avevano conosciuto proprio durante alcuni degli eventi sopraccitati. Accetto subito l’incarico e ne ricavo una bella esperienza umana oltre che ricca di nuove idee sulle applicazioni Facebook (su questo blog di Micaela Fiorito si può leggere un breve resoconto della mia lezione).

Contemporaneamente, l’opera di SEO comincia a dare i frutti: le persone arrivano al mio sito internet www.robertomarmo.net e fan page www.facebook.com/creare.applicazioni (notare il .net del mio sito dedicato alla voglia di creare network sociali e il vanity URL della fan page su FB), notano l’aver pubblicato un libro e le esperienze universitarie, mi fanno altre proposte editoriali e richieste di consulenze.

Roberto_Marmo_copertina_promuoversi_con_i_Business_social_networkPer sviluppare ulteriormente il business networking mi iscrivo a Milan IN, il club degli iscritti a LinkedIn in Lombardia. Comincio a studiare il funzionamento del business networking, conosco altre persone interessanti e intanto traggo spunti e ispirazioni per il mio libro successivo: “Promuoversi con i business social network”. Stavolta non si tratta di programmazione, ma di teoria dei business network e dei consigli per gestire la presenza in LinkedIN, Viadeo, XING, Club IN nati dalla mia esperienza e pratica ormai quotidiana. Cosa fare e cosa non fare per creare contatti, far conoscere il proprio profilo, evitare le truffe ed i falsi profili per difendere la privacy, gestire l’incontro diretto e misurare i risultati del networking sono argomenti da affrontare per un efficace networking.

Volendo riassumere il messaggio di fondo che cerco di trasmettere durante il networking, oltre a un forte spirito ottimistico, cerco di avere una chiara visione di quello che vorrei ottenere da un nuovo contatto per poi stabilire come raggiungere il contatto. Cerco sempre di dare la sensazione di crescere insieme per dare agli altri un valore in termini di uso, un qualcosa in grado di offrire la possibilità di migliorare, un valore più grande di quello economico da prendere in cambio. In questo modo ho incontrato tante persone che, a loro volta, mi hanno aperto tante nuove porte. Inoltre, mi sforzo di non buttare via nulla e di mettere le mie idee ed esperienze nero su bianco per condividerle. Ad es. se non c’è un pubblico tanto ampio da poter essere interessato a un libro o una rivista c’è sempre l’ebook e il mio sito (il prossimo passo sarà proprio la scrittura di alcuni ebook più specialistici).

Concludendo, dopo un anno di esperienza nei social network sono sicuramente molto soddisfatto dei risultati, perché hanno ripagato gli sforzi e gli studi di tante discipline nonostante i molti dubbi iniziali. I risultati del 2009 sono poca cosa rispetto a quello che mi attende nel 2010 includendo l’uscita di nuovi libri, articoli, partecipazione a tante conferenze, sviluppo di applicazioni sociali in grado di far collaborare le persone per contribuire allo sviluppo di una società migliore, per iniziative comuni, per sviluppare il senso del “noi in Facebook” e non solo “io in Facebook”.

I consigli che mi sento di dare riguardano: attenzione a non cadere nelle trappole di chi offre materiale a caro prezzo senza avere le competenze per scriverlo; approfondire la conoscenza della tecnologia informatica dei social media ma anche il marketing e gli aspetti di psicologia sociale; aumentare il networking nel proprio ambito professionale ma anche in settori molto diversi e trasversali per avere idee e stimoli nuovi.

Come nasce un’applicazione per iPhone: dal concept iniziale fino alla promozione

Pubblichiamo un guest post scritto per il nostro blog da Leonardo Bellini, Strategic Consultant in Digital Marketing e Social Media Marketing nonché relatore del Master in Social Media Marketing & Web Communication di Scuola di Comunicazione IULM.

E’ una sera di fine ottobre quando io e due miei carissimi amici nonché colleghi, Paolo e Rob, c’interroghiamo su un quesito universale, quasi esistenziale: cosa regalare a Natale ai nostri cari, amici, parenti, …amanti?

Qualcuno di voi potrebbe pensare che siamo persone particolarmente organizzate, attente e previdenti; in realtà il nostro pensiero sfocia da, come dire, un interesse che esula dal mero piacere o necessità di acquistare oggetti per questa ricorrenza. Ben presto infatti il nostro pensiero iniziale mostra la sua vera anima commerciale e si rivela:“come offrire consigli e spunti per il prossimo Natale”?

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Io ed i miei colleghi ci immaginiamo la scena: come ogni anno, sciami di persone vaganti per le vie del centro, alla ricerca  affannosa di un’idea originale, azzeccata, divertente, utile…come intervenire in questo processo? Nasce così il concept per la nostra prima applicazione per iPhone. E quasi subito dopo troviamo anche il nome adatto: “trovaRegalo”.

Seguono giorni novembrini di lavoro matto e disperatissimo, di ricerca di una prima base di prodotti per regali originali e non banali, di idee per integrare altri servizi. Il nostro Mobile Shopping Assistant prende forma. Contemporaneamente realizziamo che dobbiamo aggiungere alcune funzionalità viral: da ”invia il prodotto ad un amico” a “pubblica il tuo prodotto sul tuo profilo Facebook”, così come alla funzione “trova il negozio più vicino a te che vende questo prodotto”. Le idee non ci mancano…pensiamo anche di inserire la funzione di profilazione per dare la possibilità di trovare il regalo più adatto per la mamma, i nonni, i nipotini, la fidanzata, etc.

Nel frattempo mi occupo di seguire tutti i passi necessari per poter sviluppare e pubblicare la nostra applicazione sull’App Store di Apple. Ci è voluta circa una settimana per ottenere la licenza e poter accedere a quell’enorme patrimonio di risorse che è l’Iphone Developer Center. Il  23 novembre 2009 sottoponiamo l’applicazione al processo di review di Apple, e così comincia per noi una logorante attesa in cui guardiamo con ansia ogni giorno passare. Finalmente, il 9 dicembre, dopo una richiesta di modifica relativa ad alcune API di Facebook che abbiamo usato, riceviamo l’auspicato responso: un’email di Apple che dichiara: “La vostra applicazione è su iTunes, ready to sell”! :-)

Ma non è tutto. Ok, hai un’idea che ha potenziale, sviluppi il concept, scrivi il codice, crei l’applicazione, Apple te l’accetta. Fin qui tutto bene…ma: bisogna promuoverla.

Così abbiamo contattato siti di settore e blogger autorevoli ed influenti e abbiamo inviato loro codici promozionali (reedem code) per scaricare l’applicazione senza doverla acquistare in modo da poterla testare; ci siamo offerti di inviare loro dei codici gratuiti per eventuali concorsi  (i contest code) da promuovere sui loro spazi per i loro lettori; abbiamo fatto del passaparola attraverso i nostri canali Social, sia virtuali che reali, e così via.

Se volete  approfondire come promuovere e fare marketing per un’applicazione iPhone potete leggere una mia presentazione su Slideshare, o iscrivervi al prossimo Master in Social Media Marketing & Web Communication, a cui ho avuto il piacere di contribuire come relatore durante la I edizione e dove tornerò ancora quest’anno a parlare anche di Mobile strategy e di Mobile Apps, non solo per iPhone.

PS: durante il periodo delle festività appena trascorse, “trovaRegalo” si è fatto onore: ha scalato le classifiche fino ad a raggiungere la 4° posizione su iTunes nella sua categoria; passate le feste ha subito un calo fisiologico; contiamo di sviluppare un aggiornamento dell’applicazione per dare nuova vita all’applicazione.

Leonardo Bellini

M’ama o non m’ama? Analisi automatica del sentiment: l’esempio Tweetfeel

Pubblichiamo un guest post scritto per il nostro blog da BlogMeter, esperti di monitoraggio e tracking dei social media nonché relatori del Master in Social Media Marketing & Web Communication di Scuola di Comunicazione IULM.

La sentiment analysis realizzata automaticamente, cioè l’attribuzione da parte di sistemi software di una valutazione positiva o negativa ad un’opinione, un frase, un messaggio espressi in linguaggio naturale, è una delle maggiori sfide ancora aperte per gli esperti di informatica, di linguistica e di intelligenza artificiale. Vari obiettivi sono ancora da raggiungere, come ha dimostrato anche il bot Prize recentemente svoltosi a Milano, che non ha raggiunto il successo sperato.

Attribuire valutazioni di gradimento in maniera automatica è complesso e proprio per questo gli strumenti che provano a farlo sono interessanti. Uno di questi è Tweetfeel: questo servizio ricerca i tweet relativi ad un “oggetto”: un film, un libro o un evento e mostra un flusso di tweet colorati di verde o rosso a seconda che si tratti di valutazioni positive e o negative e ne calcola la percentuale complessiva.tweetfeel

La realizzazione del sentiment analysis su un servizio di microblogging come Twitter si confronta con frasi dalla sintassi tendenzialmente poco complessa: la limitazione a 140 caratteri e la velocità della pubblicazione tipiche di Twitter spingono gli utenti ad usare abbreviazioni e un linguaggio ancora più immediato e colloquiale di quello utilizzato su blog e comunità online.

Come si legge nelle FAQ di Tweetfeel, non sempre lo strumento riesce ad assegnare un sentiment ai messaggi che citano la stringa cercata. Divertendosi con le ricerche su Tweetfeel, si nota subito che i tweet per cui funziona la lettura automatica del sentiment presentano strutture semplici e ricorrenti. In particolare, il sistema riesce a attribuire gradimento:

a) alle frasi che presentano struttura sintattica estremamente semplice, caratterizzate da verbi o aggettivi fortemente caratterizzati come positivi o negativi. Per esempio, Tweetfeel riconosce le frasi positive del tipo “X is Awesome”, “X rules”, “X is amazing”, “I’m a fan of X” , ” X Rules”, ” X Rocks “, ” I need X” e le frasi negative quali “I hate X”, “X sucks”.

b) grazie agli acronimi usati per esprimere una valutazione, come FTW (For the win) o WTF (What the fuck!):

  • CANT WAIT UNTIL WEDNESDAY!!! Google Wave FTW
  • Fuck Google Wave wtf is the point of it u can communicate on MSN too
  • screw Google Wave. I’ve been invited to Google WAR! it obliterates the calendars and IM conversations of others via drone missiles.

c) gli hashtags, in particolare quelli negativi. Per esempio, #fail risulta molto usato:

  • @OnnaVonSun lol I wudn’t no – lifetyme #fail lol – twilight #fail :-p lol

Tuttavia Tweetfeel registra anche alcuni tipici errori, ad esempio: 

a) ambiguità lessicale: sebbene il tweet Jim rome sucks sia valutato correttamente in modo negativo, lo strumento non riconosce la differenza tra Rome (città) e Jim Rome (commentatore sportivo)

b) errore nell’identificazione del sintagma:

  •  @bongkersz Nobody in twilight is good-looking XD Apart from some of the girls

questo tweet risulta valutato positivamente in quanto Tweetfeel riconosce come sintagma “twilight is good-looking” e non “Nobody [...] is good-looking”;

c) errore nell’analisi della parola:

  • I need a loving and caring beautiful lady

Il termine “loving”, usato come aggettivo, viene riconosciuto e trattato come nome. Di conseguenza l’affermazione viene valutata positivamente, sebbene non contenga espressioni di gradimento.

d) mancato riconoscimento della punteggiatura:

  • @xavier69 did you talk to madonna???? wtf!!! :D are you serious?

Qui non compare nessuna espressione di gradimento, però Tweetfeel interpreta “madonna [...] wtf” come negativo.

d) Incapacità di riconoscere le espressioni dal significato “non letterale”:

Questo tweet viene valutato positivamente, nonostante sia chiaramente indicato che il tono è sarcastico.

Possiamo concluderne che Tweetfeel si dimostra un sistema interessante anche perché soggetto a tipici errori causati dall’imprevedibilità delle combinazioni linguistiche dotate di significato. Giocando con la finta semplicità dei 140 caratteri, Tweetfeel svela le piccole soddisfazioni e le sfide sottili proprie di ogni sistema di analisi automatica del linguaggio.

 BlogMeter

Quali obiettivi di business perseguire con le attività di social media marketing?

 

Pubblichiamo un guest post scritto per il nostro blog da Daniela Trifone, Search Engine Marketing Consultant presso Sems nonché relatrice del Master in Social Media Marketing & Web Communication di Scuola di Comunicazione IULM.

 

Stai pensando di avviare un’attività di social media marketing ma non sai come muovere i primi passi? Allora continua a leggere perchè questo articolo è pensato per te.

L’argomento dei media sociali è molto caldo in questo periodo e la voglia di essere presenti a tutti i costi prima dei competitor può farci scordare gli aspetti più importanti per impostare una solida strategia di presidio lasciando ampio spazio a messaggi incoerenti tra i diversi canali e implementazioni di livello scadente.

Partire fin da subito dalla scelta dei network da presidiare e di quella dei tool per rendere più rapido il proprio lavoro, è un metodo di lavoro limitante che permette di cogliere solo una piccola parte dell’enorme potenziale di un approccio sociale nella comunicazione di un’azienda.

Sui social media, così come sui canali tradizionali, non esiste un solo modo corretto di pianificare una strategia; le varianti efficaci sono infinite, ma ciò che può fare la differenza fin dalla genesi del progetto è la scelta dell’obiettivo corretto.social_media_marketing_strategy

Avviare una campagna promozionale per incrementare il fatturato complessivo della propria azienda è il fine ultimo di qualsiasi divisione marketing. E’ necessario però identificare specifici obiettivi di business da condividere tra tutte le attività del piano di marketing per valutare correttamente il successo del marketing mix adottato in base ai ritorni economici diretti generati ma non solo.

Così come avviene nella definizione della strategia di marketing per i canali tradizionali, allo stesso modo anche gli obiettivi delle attività di social marketing dovranno derivare da quelli più generali dell’azienda, cercando di supportare, anche con la più piccola delle attività, oltre che l’incremento del fatturato complessivo anche la risoluzione dei problemi legati al business facendo fronte alle criticità del mercato di riferimento.

Solo dopo aver definito i nostri obiettivi di marketing potremo concentrarci su come integrare la strategia di presidio dei social media con le altre attività promozionali in corso online e offline per passare infine all’azione vera e propria.
Vediamo ora insieme alcune ipotesi di obiettivo e relative possibili azioni di social media marketing in grado di supportare un’azienda nella sua crescita.

Obiettivo 1 – Ottimizzare il processo di ricerca e sviluppo prodotti avviando un dialogo con i propri clienti

Esempio di possibile attività di social media marketing:

nel_mulino_che_vorrei_barillaIncentivando il dialogo nei confronti del brand, è possibile raccogliere idee per il miglioramento dei prodotti, valutando l’importanza che la singola innovazione ricopre agli occhi dei clienti stessi.

Un caso concreto: nel mulino che vorrei – Laboratorio di cogenerazione delle idee Barilla

Un caso concreto: IDEASTORM – La community di Dell

Obiettivo 2 – Valorizzare un elevato livello di soddisfazione degli utenti di servizi customer care

Esempio di possibile attività di social media marketing:

Intervenendo in maniera tempestiva e trasparente anche su canali sociali per il supporto di clienti in difficoltà, è possibile valorizzare un vantaggio competitivo altrimenti difficilmente riscontrabile da utenti che non hanno mai avuto modo di usufruirne.

Oltre ad un ritorno di immagine diretto, è inoltre possibile integrare un’attività di social customer care con un’attività di PR per dare maggiore risalto al nuovo servizio.

Un caso concreto: customer care Dell su Twitter

Obiettivo 3 – Rendere più efficiente la ricerca di nuovo personale
Esempio di possibile attività di social media marketing
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Non è detto che l’utilizzo dei social media richieda in tutti i casi un contributo attivo: come sempre più responsabili HR fanno, la ricerca di personale altamente qualificato attraverso lo scouting di candidati su social network verticali (Linkedin, Xing, etc ), può rappresentare un’alternativa molto efficiente rispetto alle metodologie di ricerca classiche, permettendo una selezione più rapida ed efficace.

Obiettivo 4 – Conoscere meglio il punto di vista dei clienti sui propri competitor

Esempio di possibile attività di social media marketing:

Pregi e difetti di ogni prodotto sono sulla bocca dei consumatori in rete, anche in questo caso attraverso un’attenta attività di ascolto delle conversazioni online, stavolta però sui prodotti della concorrenza, potremo sfruttare i punti deboli individuati dagli utenti per distinguere in maniera significativa la nostra offerta.

Obiettivo 5 – Incrementare la fedeltà dei clienti

Esempio di possibile attività di social media marketing:

hotels.com_discount_twitterE’ possibile implementare azioni di fidelizzazione specifiche per ogni canale presidiato dalle attività di social mkt, oppure al contrario allineare la comunicazione sui social network alla principale campagna di fidelizzazione in corso: la fidelizzazione passa anche attraverso i media sociali che possono avere una marcia in più se permettono all’utente di rimanere aggiornato, magari attraverso un feed RSS.

Un caso concreto: hotels.com crea offerte ad hoc per il pubblico Twitter

Obiettivo 6 – Mantenere il controllo del proprio brand come fonte di informazioni ufficiali sui propri prodotti

Esempio di possibile attività di social media marketing:

Così come sui canali tradizionali facciamo attenzione che tutte le comunicazioni ufficiali sui nostri prodotti provengano dalla nostra azienda, allo stesso modo dobbiamo tutelarci affinchè online al nostro nome – nick/alias/account – non rispondano altri utenti: per evitare furti di identà è opportuno registrare il brand in ogni community/sito di interesse che si incontra, anche se non si ha l’intenzione di sfruttarlo per intervenire attivamente.

Un caso concreto: Topolino su Facebook – (Un)official fan page

Obiettivo 7 – Diffondere informazioni commerciali aggiornate su canali altrimenti non coperti

Esempio di possibile attività di social media marketing:

Sfruttare i canali aperti su network sociali per diffondere anche, ma non solo, informazioni commerciali aggiornate (spot/banner/flyer…) presentate su altri media, permette la stimolazione di utenti in target e la valutazione diretta dei loro feedback nei confronti delle campagne in essere e dei prodotti promossi.

Un caso concreto: D&G su Flickr – campagna 2008

Obiettivo 8 – Incrementare traffico verso il sito corporate

Esempio di possibile attività di social media marketing:

Presidiare canali sociali popolati nel proprio mercato di riferimento può essere un ulteriore modo per veicolare traffico al sito corporate, affiancando e sostenendo, tra l’altro, anche le attività SEO per la valorizzazione sui motori di ricerca.

Di esempi se ne potrebbero fare molti altri, ogni business ha necessità specifiche che rendono unico il mix di attività sociali più adatte ad esso. Una costante però rimane invariata: prima di procedere con qualunque implementazione è sempre necessario riflettere su quali obiettivi perseguire attraverso le attività di promozione sociale.
E tu, su quali obiettivi di business stai pensando di incentrare le attività di social media marketing per la tua azienda?

Daniela Trifone

 

Come ti trasformo una lezione al Master con Twitter: il caso IULM

att_jpgNei giorni scorsi è apparso su Il Giornale un articolo scritto a due mani da Marco Massara, uno dei nostri docenti del Master (che cura la rubrica settimanale Tech&Web sul quotidiano) e Michela Simoncini, studentessa del Master che fa regolarmente il live blogging delle lezioni su Comunicatestesso.com.

L’articolo riassume gli eventi che si sono svolti in aula durante una lezione sulla web analytics. Eventi che definiamo particolarmente significativi per l’influenza che gli strumenti di web 2.0 (in particolare Twitter, Friendfeed e blog) hanno avuto sull’andamento della lezione stessa, principalmente per i seguenti motivi:

-          si è potuta sfruttare la rete di contatti esterni su vari social network per avere altri punti di vista su uno stesso argomento

-          è stata favorita l’interattività in tempo reale tra l’aula ed il mondo ‘esterno’

-          il tutto ha fatto sì che nascessero nuovi spunti di riflessione ricevendo nuova linfa dall’esterno e condividendo la conoscenza tra tutti i partecipanti

Vi invitiamo a leggere l’articolo nella sua versione integrale e a condividere con noi le vostre esperienze di partecipazione ‘allargata’ 2.0 indipendentemente che siano avvenute in campo didattico, lavorativo o in un qualsiasi altro momento della vostra giornata in cui i nuovi strumenti social 2.0 hanno fatto la differenza.

Mauro Lupi – 13 marzo 2009

March 21, 2009 by Segreteria del Master  
Categoria Guest Writing

Mirko Pallera – 28 Febbraio

Mirko Pallera riassume brevemente il contenuto della sua lezione

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