<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
		>
<channel>
	<title>Comments on: Il Personal Branding: gestire la propria reputazione online nell’era dei social media</title>
	<atom:link href="http://www.mastersocialmediamarketing.it/2009/09/il-personal-branding-gestire-la-propria-reputazione-online-nell%e2%80%99era-dei-social-media/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.mastersocialmediamarketing.it/2009/09/il-personal-branding-gestire-la-propria-reputazione-online-nell%e2%80%99era-dei-social-media/</link>
	<description>La comunicazione aziendale nel Web 2.0</description>
	<lastBuildDate>Thu, 19 Jan 2012 13:24:27 +0100</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.8.5</generator>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<xhtml:meta xmlns:xhtml="http://www.w3.org/1999/xhtml" name="robots" content="noindex" />
	<item>
		<title>By: Sergio Rossi</title>
		<link>http://www.mastersocialmediamarketing.it/2009/09/il-personal-branding-gestire-la-propria-reputazione-online-nell%e2%80%99era-dei-social-media/comment-page-1/#comment-82</link>
		<dc:creator>Sergio Rossi</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Sep 2009 17:32:33 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.mastersocialmediamarketing.it/?p=823#comment-82</guid>
		<description>Il tema del personal branding è di grande attualità in rapporto alla costante crescita delle persone che decidono &quot;di pubblicarsi&quot; in rete, ma, com&#039;è ovvio, non è proprio una novità che i personaggi pubblici (dai politici alle star della fiction) curano meticolosamente la propria immagine da sempre. Il problema che si pone in Rete - su questo sono daccordo con gli interventi di Patrizia e Michela - è che il web non è che l&#039;estensione della nostra vita materiale, in tal senso la nostra realtà vitale si è espansa sino a ricomprendere coerentemente anche la vita digitale (e quella virtuale? Per il momento non ne parliamo, ma ricordiamoci che le profezie che si auto adempiono hanno un effetto, appunto, reale).  Certamente è difficile pensare di conciliare queste dimensioni della nostra vita senza avere una vita interiore ed intellettuale compatibile, quindi un buon mattone da cui partire sono sicuramente le cosiddette &quot;sicurezze fondamentali&quot;. Ma una sicurezza è anche quella di tenere le cose a cui ci ancoriamo sempre rivedibili (che laboratorio!), quasi incompiute, restare sempre verdi direbbe il filosofo Gilberto Freye (incompiuto per progetto ad 80 anni!). Io direi, semplicemente, niente fondamentalismi, che significa anche rinunciare a qualsiasi forma di potere e correre il rischio di comunicare veramente e far emerge il nuovo, che può essere anche non tuo, anzi spesso non lo è (ma attenzione, non è affatto semplice, chi tiene a bada la vanità?). La credibilità si acquisisce col tempo grazie ai &quot;diffusori di fiducia&quot;, persone significative che decidono di appoggiare il nostro brand-persona per affinità, empatia, interesse, amicizia, amore, ecc., riferendosi a quello che diciamo nelle varie nicchie mediatiche che presenziamo (non solo web), ma che non rispondono certo per le nostre azioni (prova a &quot;pestare una cacca&quot; e vedrai il vuoto attorno  te!). Un problema serio è quello della complessità dei dati sulle persone (troppe informazioni, troppo disperse, poco chiare) che ostacolano il formularsi di un&#039;idea precisa su di una persona relativamente pubblica (che futuro per i buzz analyzer!). Credo perciò che sia inevitabile &quot;specializzare&quot; la nostra immagine su una nicchia tematica, facendo crescere le nostre competenze di pari passo con la popolarità che acquisiamo. Intendo dire che non necessariamente la direzione di sviluppo sia &quot;dalla vita reale a quella digitale&quot;, può avvenire tranquillamente il contrario, ma bisogna esser pronti a capitalizzare i successi!  Alla prossima. Sergio Rossi</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il tema del personal branding è di grande attualità in rapporto alla costante crescita delle persone che decidono &#8220;di pubblicarsi&#8221; in rete, ma, com&#8217;è ovvio, non è proprio una novità che i personaggi pubblici (dai politici alle star della fiction) curano meticolosamente la propria immagine da sempre. Il problema che si pone in Rete &#8211; su questo sono daccordo con gli interventi di Patrizia e Michela &#8211; è che il web non è che l&#8217;estensione della nostra vita materiale, in tal senso la nostra realtà vitale si è espansa sino a ricomprendere coerentemente anche la vita digitale (e quella virtuale? Per il momento non ne parliamo, ma ricordiamoci che le profezie che si auto adempiono hanno un effetto, appunto, reale).  Certamente è difficile pensare di conciliare queste dimensioni della nostra vita senza avere una vita interiore ed intellettuale compatibile, quindi un buon mattone da cui partire sono sicuramente le cosiddette &#8220;sicurezze fondamentali&#8221;. Ma una sicurezza è anche quella di tenere le cose a cui ci ancoriamo sempre rivedibili (che laboratorio!), quasi incompiute, restare sempre verdi direbbe il filosofo Gilberto Freye (incompiuto per progetto ad 80 anni!). Io direi, semplicemente, niente fondamentalismi, che significa anche rinunciare a qualsiasi forma di potere e correre il rischio di comunicare veramente e far emerge il nuovo, che può essere anche non tuo, anzi spesso non lo è (ma attenzione, non è affatto semplice, chi tiene a bada la vanità?). La credibilità si acquisisce col tempo grazie ai &#8220;diffusori di fiducia&#8221;, persone significative che decidono di appoggiare il nostro brand-persona per affinità, empatia, interesse, amicizia, amore, ecc., riferendosi a quello che diciamo nelle varie nicchie mediatiche che presenziamo (non solo web), ma che non rispondono certo per le nostre azioni (prova a &#8220;pestare una cacca&#8221; e vedrai il vuoto attorno  te!). Un problema serio è quello della complessità dei dati sulle persone (troppe informazioni, troppo disperse, poco chiare) che ostacolano il formularsi di un&#8217;idea precisa su di una persona relativamente pubblica (che futuro per i buzz analyzer!). Credo perciò che sia inevitabile &#8220;specializzare&#8221; la nostra immagine su una nicchia tematica, facendo crescere le nostre competenze di pari passo con la popolarità che acquisiamo. Intendo dire che non necessariamente la direzione di sviluppo sia &#8220;dalla vita reale a quella digitale&#8221;, può avvenire tranquillamente il contrario, ma bisogna esser pronti a capitalizzare i successi!  Alla prossima. Sergio Rossi</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: Adriana Fusco</title>
		<link>http://www.mastersocialmediamarketing.it/2009/09/il-personal-branding-gestire-la-propria-reputazione-online-nell%e2%80%99era-dei-social-media/comment-page-1/#comment-81</link>
		<dc:creator>Adriana Fusco</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Sep 2009 17:04:57 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.mastersocialmediamarketing.it/?p=823#comment-81</guid>
		<description>A tal proposito vi segnalo una presentazione non recentissima - 2 mesi fa  - di Tim Brunelle e Greg Swan &quot;The brand of you in the digital age&quot;

http://www.slideshare.net/tbrunelle/brand-of-you-in-the-digital-age-mnamamima

in cui il successo è legato indissolubilmente al LISTEN+PARTICIPATE, ma non credo possa essere così riduttivo...
Creare un personal branding efficace è determinato da una molteplicità di fattori: ascolto, partecipazione sì....ma soprattutto comunicare, attraverso la rete, la veridicità e trasparenza dei propri contenuti avendo cura della costanza.

Le relazioni si creano con il tempo e per gradi, costruendo ed offrendo agli altri un qualcosa di concreto che valga la pena di poter essere visto, letto, commentato e di conseguenza essere seguito generando fiducia.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>A tal proposito vi segnalo una presentazione non recentissima &#8211; 2 mesi fa  &#8211; di Tim Brunelle e Greg Swan &#8220;The brand of you in the digital age&#8221;</p>
<p><a href="http://www.slideshare.net/tbrunelle/brand-of-you-in-the-digital-age-mnamamima" rel="nofollow">http://www.slideshare.net/tbrunelle/brand-of-you-in-the-digital-age-mnamamima</a></p>
<p>in cui il successo è legato indissolubilmente al LISTEN+PARTICIPATE, ma non credo possa essere così riduttivo&#8230;<br />
Creare un personal branding efficace è determinato da una molteplicità di fattori: ascolto, partecipazione sì&#8230;.ma soprattutto comunicare, attraverso la rete, la veridicità e trasparenza dei propri contenuti avendo cura della costanza.</p>
<p>Le relazioni si creano con il tempo e per gradi, costruendo ed offrendo agli altri un qualcosa di concreto che valga la pena di poter essere visto, letto, commentato e di conseguenza essere seguito generando fiducia.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: comùnicaTI</title>
		<link>http://www.mastersocialmediamarketing.it/2009/09/il-personal-branding-gestire-la-propria-reputazione-online-nell%e2%80%99era-dei-social-media/comment-page-1/#comment-80</link>
		<dc:creator>comùnicaTI</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Sep 2009 14:46:14 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.mastersocialmediamarketing.it/?p=823#comment-80</guid>
		<description>io credo che se si è tendenzialmente ben disposti verso gli altri e al confronto, fare personal branding online non risulterà particolarmente difficile. 

complesso è spiegarlo alle aziende che la pensano ancora come una volta: guadagnare il massimo impegnandosi il minimo (=fregare i clienti). queste aziende vengono stroncate dai social media e ne sono, sinceramente, contenta! ognuno deve assumersi le proprie responsabilità!

recentemente è uscito un &lt;a href=&quot;http://comunicati.wordpress.com/2009/09/23/michela-simoncini-intervistata-su-glamour-di-ottobre/&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;mio piccolo contributo sulla rivista Glamour di Ottobre&lt;/a&gt; in cui si parla di reputazione online, argomento sempre più stuzzicante quanto spinoso... e se anche la carta e Matrix ne parlano.......... significa che sta creando parecchie grane!!!! voi che ne dite? (nel link proposto c&#039;è anche la scansione della&#039;rticolo)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>io credo che se si è tendenzialmente ben disposti verso gli altri e al confronto, fare personal branding online non risulterà particolarmente difficile. </p>
<p>complesso è spiegarlo alle aziende che la pensano ancora come una volta: guadagnare il massimo impegnandosi il minimo (=fregare i clienti). queste aziende vengono stroncate dai social media e ne sono, sinceramente, contenta! ognuno deve assumersi le proprie responsabilità!</p>
<p>recentemente è uscito un <a href="http://comunicati.wordpress.com/2009/09/23/michela-simoncini-intervistata-su-glamour-di-ottobre/" rel="nofollow">mio piccolo contributo sulla rivista Glamour di Ottobre</a> in cui si parla di reputazione online, argomento sempre più stuzzicante quanto spinoso&#8230; e se anche la carta e Matrix ne parlano&#8230;&#8230;&#8230;. significa che sta creando parecchie grane!!!! voi che ne dite? (nel link proposto c&#8217;è anche la scansione della&#8217;rticolo)</p>
]]></content:encoded>
	</item>
</channel>
</rss>

